Jan-Carlo Simic, che in stagione ha giocato sia con la Primavera che con la prima squadra, ha parlato a Milan TV del suo percorso rossonero..
Da pilastro e insostituibile della primavera di Ignazio Abate, all’esordio in Serie A con la maglia del Milan con tanto di goal. Stiamo, ovviamente, parlando del centrale difensivo classe 2005 Jan-Carlo Simic. Capita raramente che un giocatore vada in rete nella partita di esordio del proprio campionato, ma questo è quello che è successo al difensore serbo rossonero.
Prima di lui, solamente in due erano riusciti a segnare un goal al loro esordio in Serie A con il Milan prima di compiere i 19 anni: Pato e Paloschi. Nato in Germania, da genitori serbi, Simic inizia il suo percorso calcistico in una squadra di Serie D tedesca, prima di esser chiamato dallo Stoccarda, club in cui milita fino all’under17. Poi arriva l’incredibile proposta del Milan, che il giocatore ha voluto ricordare in un’intervista rilasciata Milan TV:
Allo Stoccarda sono stato 4 anni. Ricordo che ero in palestra a sentire la musica, poi mi ha chiamato mio padre che mi ha detto ‘Ti vuole il Milan’. All’inizio non ci credevo ma lui mi ha detto ‘No, veramente, vogliono comprarti’. Io non ci credevo. Ero molto contento ma anche nervoso, perché è un passo grandissimo cambiare paese in cui si parla un’altra lingua, però alla fine sono contento di essere venuto qua. Famiglia? Il primo mese l’ho passato in convitto, poi sono arrivati anche loro, è importante averli qui per parlarci.
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Nella sua intervista rilasciata al canale ufficiale del club rossonero, Simic si è voluto soffermare sulle emozioni dell’esordio in Serie A e sul goal segnato:
Sapevo già prima che dovevo essere prontissimo perché era una situazione difficile per gli infortuni. Al 20′ si è fatto male Pobega e il mister mi ha detto ‘Riscaldati’, poi dopo due corse e sono entrato. Un’emozione incredibile, rivedendo le foto e i video anche adesso mi viene la pelle d’oca. Il gol? Sul calcio d’angolo salgo sempre perché sono forte di testa, poi ho visto la palla che arrivava a Rafa mi sono detto ‘Vai ci provo e vediamo cosa succede’. Quando poi è arrivata la palla non ci credevo neanche io, l’ho buttata dentro e non capivo niente, ricordo solo Rafa e la panchina che mi abbracciavano, una sensazione incredibile. Stadio che dice il mio nome? Non l’ho neanche sentito, ho solo pensato ai miei genitori, dopo la partita in macchina con loro ero molto emozionato
Simic ha poi concluso, parlando di cosa significa giocare nel Milan:
Il Milan per me è un mistero perché ogni giorno vedo il logo e chiedo a mia mamma se è vero che gioco qui, mi sembra tutto surreale. Ai giovani dico solo di avere pazienza e di lavorare duro e più degli altri. Posso migliorare in tante cose, ma sono orgoglioso del mio percorso e di dove sono arrivato