Resta in contatto con Daily Milan

Curiosità

5 curiosità su Franck Kessie

Avatar

Pubblicato

il

Il vizio del gol

Da quando gioca in Serie A, Franck Kessie ha realizzato la bellezza di 24 gol, per un mediano un traguardo di tutto rispetto. Quest’anno, al 21 novembre 2020, è già a due centri in sette uscite complessive. Nella stagione 2016/2017, all’età di vent’anni ne aveva siglati 6, diventando il calciatore più giovane a tagliare quel traguardo nei primi cinque campionati d’Europa. Il suo record personale l’ha però raggiunto nella stagione 2018/2019: 7 reti in 34 presenze in campo. Al suo esordio in Serie A, il 21 agosto 2016 contro la Lazio aveva anche firmato addirittura una doppietta. La maglia era quella dell’Atalanta.

Kessie nasce difensore centrale

Curiosità Kessie: non tutti sanno che il numero 79 del Milan ha mosso i primi passi sul rettangolo verde nel ruolo di difensore centrale. Le caratteristiche difensive le ha sempre portate con sé e tutt’oggi le mette egregiamente in mostra quando affronta gli avversari votati in attacco. Il trasferimento qualche zolla più avanti, a centrocampo, è avvenuto ai tempi del Cesena in Serie B: stagione 2015/2016, sulla panchina del club bianconero c’era Massimo Drago. Di recente, con l’infortunio di Alessio Romagnoli e Mateo Musacchio e l’indisponibilità di Matteo Gabbia per Covid, Stefano Pioli ha ipotizzato non a caso l’utilizzo di Franck al centro della difesa: quel ruolo è nelle sue corde perché fa parte della sua evoluzione calcistica.


LEGGI ANCHE: Quello che ancora non sai su Zlatan Ibrahimovic


Curiosità Kessie: rigorista infallibile

Franck Kessie ha una smisurata passione per…i calci di rigore! Ne sa qualcosa Zlatan Ibrahimovic che dopo aver sbagliato il penalty contro l’Hellas Verona in campionato, il suo quarto errore dal dischetto da gennaio 2020, ha ufficialmente ceduto a Franck il posto di rigorista titolare del Milan. In carriera Kessie ha dimostrato di saperli calciare davvero bene. Pensate: da sette anni a questa parte, da quando praticamente gioca in Italia, su 16 volte che si è trovato a tu per tu con l’estremo difensore avversario dagli undici metri non ha trovato il gol soltanto una volta, il 2 novembre 2013. Quello, peraltro, è stato il primo calcio di rigore della sua carriera, affrontato con la maglia della Costa d’Avorio Under 17 contro l’Argentina. Da lì in poi un centro dietro l’altro, l’ultimo il 17 novembre – pochi giorni fa – al 15′ di Madagascar-Costa d’Avorio, match valido per la qualificazione alla Coppa d’Africa. Con le strisce rossonere del Milan fino ad oggi ne ha collezionati 9. Mai una macchia.

Il saluto militare omaggio al padre polizziotto

Un’infanzia non facile quella di Franck, ferita dalla perdita del padre quando lui era ancora un bambino. Suo papà era un poliziotto, ecco spiegato il motivo della sua speciale esultanza ogni volta – e sono tante – che gonfia la rete: Franck Kessie festeggia portandosi la mano alla fronte, il gesto è universalmente riconosciuto nel saluto militare. Anche il numero di maglia indossato ai tempi dell’Atalanta e poi al Milan, prima che Leonardo Bonucci se ne impossessò, ha un forte legame con il suo passato: il 19 è sia il giorno in cui è nato, sia quello del suo approdo in Italia e della scomparsa del papà.

I soldi di Cesena per gli orfanotrofi

Il suo agente George Atangana ha raccontato un lato di Kessie che pochi conoscevano. Roccioso in campo, tenero fuori dal rettangolo verde. Ai tempi del Cesena, primo capitolo italiano di Franck, «gli davo qualche soldo in più e lui me ne chiedeva altri, non capivo. Poco tempo fa me lo ha spiegato: sai, vecchio, ti ricordi i soldi di Cesena? Io sono orfano, li mandavo agli orfanotrofi in Costa d’Avorio». In Romagna Kessie ci arrivò con la formula del prestito dall’Atalanta. Atangana ha spiegato il retroscena del suo approdo in Italia: «Entra a 20’ dalla fine e mi volto verso il mio vicino: ma questo chi è? Da pilastro dell’Under 17 fece il Mondiale ad Abu Dhabi e capii che era pronto per il salto. L’Atalanta aveva il posto per l’extracomunitario e mi ascoltò. Lo avevo preparato: nei primi sei mesi non ti guarderà nessuno. Gli consigliai la B in prestito, al Cesena: lì ha capito di potere stare in A».

Commenta

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *