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È un Milan sempre più immenso: 3-1 a Celtic Park

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Apre Krunic e raddoppia Diaz a pochi minuti dall’intervallo. Nella ripresa i padroni di casa accorciano poi si arrendono al 3-1 di Hauge, in pieno recupero.

Cosa stupisce (o non stupisce più) di questo Milan che vince 3-1 contro il Celtic, in terra scozzese? Difficile trovare una risposta. O almeno, difficile trovarne una sola. Partiamo dai numeri: da 21 partite consecutive il Milan di Stefano Pioli è qualcosa di immenso. È imbattuto da quasi otto mesi. Da 10 turni realizza almeno 2 reti ogni novanta minuti. Non capitava dall’autunno del 1964: quello era il Milan di Nils Liedholm. Insomma, sarà il caso di trovare un aggettivo a questa squadra. Immenso? Lo era già il Milan di Ancelotti. Quello di Sacchi invincibile.

D’accordo, voliamo bassi, ma intanto il Milan di Pioli anche all’esordio europeo in Europa League sul verde del Celtic Park, ha urlato “presente” e strappato l’erba. Erba e punti pesantissimi per il Girone H (rossoneri in testa con il Lille, padrone in trasferta 4-1 nella tana dello Sparta Praga, avversario del Milan giovedì sera a San Siro). Si è cambiato un po’ il vestito con gli innesti in campo di Diaz (per Calhanoglu infortunato), Krunic e Castillejo sulla trequarti, Tonali in mediana e Dalot sulla corsia di destra. I tre in testa promossi a pieni voti, autori del primo e secondo sigillo rossonero, Sandro e Diogo rimandati perché ancora sottotono. Hanno bisogno di altri minuti e più esperienza. Tra l’altro, a proposito di statistiche e record, Tonali da questa sera è il primo calciatore italiano classe 2000 a giocare in Europa League. Il Milan ha cambiato vestito ma è rimasto elegante. Non indossa una griffe d’alta moda, ma la sua figura brillante la fa sempre, su qualsiasi passerella si metta in mostra.

LA SINTESI E I GOAL – Il Milan patisce l’approccio aggressivo dei ragazzi di Lennon, ma poi si sblocca con un bel pallone servito da Castillejo sulla testa di Krunic. È il 14′. Il raddoppio arriva dai piedi di Diaz a tre minuti dal recupero, prima della pausa, servito sulla sinistra da Hernandez ispirato da Ibra. Nella ripresa Pioli cambia le carte, toglie Zlatan e Kessie – collante imprescindibile sul piano tattico tra attacco e difesa – e l’intensità cala, così anche la determinazione. I biancoverdi trovano spazio per crescere, approfittano di un errore di Tonali e dimezzano il gap insaccando con Elyounoussi al 76′. Nel recupero però ci pensa Hauge ad allontanare i fantasmi di Glasgow. L’ex Bodo Glimt scende in campo al posto di Diaz, torna in Europa dopo aver impaurito il Diavolo al Meazza nei preliminari (che destino!), giusto in tempo per mandare in cassaforte successo e i punti.