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Sotto 2-0 a 10′ dalla fine, il Milan vendica la rimonta dell’andata e pareggia all’ultimo respiro il derby grazie a Zapata

Un derby indimenticabile, una pasqua dolcissima. Così, diciamolo, è meglio che vincere. Il Milan parte a razzo nel primo tempo, con il palo di Deulofeu, tanto pressing e buona volontà. Il Diavolo ci crede, ma sul più bello si fa infilare dall’Inter: prima Candreva sfrutta un doppio errore di De Sciglio e Donnarumma, poi Perisic sorpassa Calabria e spalanca a Icardi le porte del primo gol in assoluto in un derby.

Nella ripresa il Milan tentenna, tiene palla ma non sfonda; anzi, subisce le folate offensive dei nerazzurri. Montella rischia addirittura Bacca e Lapadula insieme a Suso e Deulofeu, per un assetto super offensivo. La partita, paradossalmente, la riapre un difensore: Alessio Romagnoli, che anticipa tutti su calcio d’angolo, allunga il piedone e accorcia le distanze. Si infiamma come non mai, il Derby: Diavolo all’arrembaggio, Inter a difesa del risultato. I nerazzurri sempre a terra, Orsato non ci casca e adegua il recupero: polemiche infondate, dettate dalla paura e dalla rabbia del momento. Sull’ultimo angolo della partita, ormai finita, Bacca si stacca da Medel, Handanovic esce a vuoto e rimane fermo: il colombiano la spizza, ma la sfera sembra destinata al fondo del campo.

“La palla della Pasqua di nostro Signore”, come l’ha battezzata il grandissimo Carlo Pellegatti, era destinata a ben altra gloria. Quella di Cristian Zapata, che la prende prima di ginocchio e poi di punta: quanto basta per far rimbalzare la sfera sulla traversa, e farla atterrare sullo stinco di Medel. Oltre la linea. Dura lex sed lex: Orsato indica l’orologio, la sfera è entrata. 2-2, esplode la Milano rossonera, rosica la Milano nerazzurra. All’andata finì così, ma a parti invertite; l’unico vero neo di questa stagione di Vincenzo Montella. Ringrazi Zapata, l’allenatore rossonero: giustizia calcistica è finalmente fatta.

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