Si sta chiudendo un’estate coerente e produttiva come mai si era vista nel recente passato ai piani alti di Casa Milan. L’obiettivo era plasmare una squadra con più punti di forza rispetto a quella che l’ha preceduta. Con la cessione di Tonali al Newcastle, il Club ha ricostruito il centrocampo e parte della trequarti, poi con il restante investimento di RedBird l’opera è stata completata. La coerenza ha segnato le settimane di Furlani e Moncada, imperterriti quando sorpresi dai colpi di scena, che di certo non sono mancati, e saldi sulle loro posizioni dinnanzi a rilanci e imposizioni.
Sul tema centravanti, ad esempio, va speso un riconoscimento speciale. Dopo lo stop per Taremi, le difficoltà con Daka e Mir, il Milan ha scelto la pista Jovic, la meno rischiosa ed entusiasmante. La più logica, però, e conveniente, forte del fatto che la nuova spinta offensiva della squadra di Pioli – lo ha dimostrato il campo – è prodotta dal gruppo più che dalla giocata del singolo.
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Il nuovo Milan si muove da squadra e spinge sfruttando tutto il fronte. Questo è ciò che voleva Pioli e che gli uomini mercato rossoneri hanno saputo costruire nel corso dell’estate. Il punto di forza del Diavolo tuttavia non è solo questo. Oggi i rossoneri godono di una panchina lunga e di uomini di talento anche nelle cosiddette “seconde linee”, pronti a far rifiatare i titolari. Pioli potrà sbizzarrirsi nel corso della stagione spostando le pedine a propria disposizione e addirittura spalmandole sul campo diversamente: dal 4-3-3, modulo di partenza della stagione, il nuovo Milan può facilmente adattarsi al 4-2-3-1 con un uomo in meno nel mezzo e un attacco ancora più esplosivo.
Centrocampo solido, quando passa il valico sono dolori
Ventaglio di scelte allargato, maggior duttilità al servizio dell’allenatore e tasso atletico più elevato. Il nuovo Milan spaventa anche per la forza fisica dei suoi centrocampisti. Loftus-Cheek e Reijnders per come si sono presentati, uniti all’intelligenza tattica di Krunic, si candidano a mandare in tilt qualsiasi avversario, anche in Europa. Quando supportati dalla corsa degli esterni, Leao e Pulisic (e Chukwueze in uscita dalla panchina), creare l’occasione da gol ora è quasi un gioco da ragazzi.
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