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La partita

Il Bologna rallenta la corsa del Milan: finisce 0-0 a San Siro

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Dodici tiri respinti, 33 in totale di cui 7 in porta, 44 cross effettuati. I numeri amplificano il problema. Il Milan fatica a progettare palle gol, nemmeno a concretizzare, proprio a dipingere trame che possano lasciare il segno. La sfida contro il Bologna terminata 0-0 e racconta di una squadra debole in attacco e solida in difesa: per la quinta volta consecutiva i rossoneri non subiscono reti ed è l’unica vera soddisfazione del lunedì sera di San Siro, sugli spalti 68.000 tifosi amareggiati dopo gli otto minuti di recupero concessi dall’arbitro Marinelli.

In calo Rafa Leao, che incespica spesso sulla sfera – e ci si chiede cosa non funzioni sul manto erboso del Meazza – e non regala lampi da campione; convincono poco anche Olivier Giroud (pericoloso solo di testa), Zlatan Ibrahimovic e Ante Rebic (che fa saltare San Siro sul finale ma illude). Rebic è entrato in campo a inizio ripresa per un deludente Messias, il peggior della serata. Ma la lista è lunga è comprende Theo Hernandez e Brahim Diaz. I migliori sono in mediana: Tonali e Bennacer il sei tondo se lo sono meritato tutto, qualcosa in più l’algerino sempre preciso in fase di costruzione.

Ora il Napoli è più vicino e soffia sul collo, gli manca un gradino per raggiungere il Diavolo in vetta alla classifica. A 67 punti i rossoneri distanziano l’Inter di Simone Inzaghi di quattro lunghezze, sempre lì con una partita in meno e da recuperare. Il trend va urgentemente invertito, regola numero uno: per vincere bisogna segnare. Pioli ha una settimana di tempo per raccogliere risposte, poi gol nella tana del Torino, avversario il prossimo weekend. Intanto si porta a casa gli applausi del suo pubblico, scroscianti nel pre partita quando dalle mani di Ivan Gazidis riceve il premio di allenatore del mese di marzo.