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Prima l’addio di Bacca, ora il saluto d’accoglienza a Kalinic, il Milan si prepara a cambiare nuovamente faccia

Questione di ore o forse meno e il Milan presenterà il suo ennesimo acquisto, l’undicesimo per gli amanti dei numeri. Nikola Kalinic è pronto a passare alle cose formali e legarsi al club rossonero per i prossimi anni. Un nome che scalda relativamente la piazza, quelli di Aubameyang, Ibrahimovic e Belotti suonano in maniera più roboante, ma ciò non toglie valore al giocatore che finora ha dimostrato di saperci fare. Un centravanti di quelli più utili che belli, il Diavolo ha voluto cambiare tutto, in primis, il piglio in campo e la mentalità di squadra. Kalinic affiancherà Andrè Silva e il baby-Cutrone, forse più che affiancarli li guiderà. L’esperienza maturata dal croato nel nostro campionato, servirà ai suoi giovani compagni per crescere in maniera più serena e costante, anche la squadra dovrebbe giovare delle doti tecniche dell’ormai ex-Fiorentina.

AL LAVORO PER LA SQUADRA E NON PER LA GLORIA PERSONALE L’addio di Carlos Bacca è passato quasi inosservato, il tifo e forse anche Montella, non ne potevano più di vedere un giocatore continuamente fuori dalla manovra. Il colombiano che ha anche deliziato i milanisti con colpi di alta classe, troppe volte è parso come un corpo estraneo. Difficile da supportare e poco incline al lavoro di squadra, Bacca non ha mai dato totale saggio delle proprie qualità. Viene difficile pensare che un giocatore del suo calibro, non riesca mai a saltare l’uomo in dribbling e sbagliare quasi puntualmente l’ultimo passaggio per i compagni. Qualcosa si era incrinato, l’addio è stata la scelta più saggia. Arriva Kalinic, giocatore seguito, trattato, sedotto e lasciato lì ad attendere il proprio turno. Il croato a differenza del colombiano è tutt’altro tipo di giocatore, più veloce e capace di lavorare con il fisico e, molto portato a favorire lo sviluppo della manovra. Il lavoro svolto da Nikola in campo è di quelli importanti: protezione del pallone, appoggio al compagno e presenza in area di rigore, dove il corpo a corpo può risultare determinante. Non ci è dato sapere se il suo approdo metterà fine agli ingressi in attacco, sicuramente offrirà al Milan e a Montella, un profilo di assoluta affidabilità. Non un bomber da capogiro, Kalinic con la maglia della Fiorentina ha totalizzato 84 presenze, firmando 33 reti e 11 assist, un bottino discreto, ma che potrebbe essere più corposo per un elemento del suo calibro. In rossonero Nikola troverà una squadra dotata di piedi buoni e voglia di emergere, finora orfana di un leader in avanti, un giocatore in grado di farsi carico delle pressioni e delle attenzioni degli avversari. I compagni sono ancora troppo giovani, seppur bravi. Nonostante il mercato ancora aperto e in pieno fermento, oggi è lui l’uomo chiamato a far salire il Milan.

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