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Pato sulla passione cinese verso il calcio: «Sono già una grande potenza a livello economico e vogliono diventarlo anche nel pallone»

La Gazzetta dello Sport oggi in edicola ha intervistato Pato. Il brasiliano, ex Milan, da quattro mesi è un giocatore del Tianjin Quanjian, campionato cinese: «È stato Cannavaro a convincermi con il suo progetto», racconta l’ex numero 7.
Che si dice in Cina dei nuovi proprietari del Milan?
«Non so chi siano di preciso, ma posso dire che qui c’è una grande passione per il calcio. Lo studiano e hanno denaro da investire. Sono già una grande potenza a livello economico e vogliono diventarlo anche nel pallone».
Potesse tornare indietro, lascerebbe il Milan?
«Berlusconi per due volte ha cercato di trattenermi. La prima nel gennaio 2012: non andare al Psg non fu una mia scelta. Barbara (Berlusconi, ndr) mi disse che suo padre voleva parlarmi, il presidente mi chiamò mentre facevo colazione e mi disse: “Tu non andrai via, sei il nostro simbolo”. Ho rispettato la sua volontà».
Un anno dopo però lei tornò in Brasile. Che cosa successe?
«Continuavo ad avere problemi fisici. Per Berlusconi ero sempre incedibile, ma andai da lui e lo convinsi. Gli dissi che era per il mio bene. Dovevo ritrovare fiducia nel mio corpo. Qualcuno, anche nel Milan, mi disse che non sarei più riuscito a giocare, ma io sapevo che non era così. Per questo sono andato via. Dovevo cambiare modo di allenarmi e i tempi di recupero. Al Corinthians in 20 giorni mi hanno modificato la preparazione e ho ricominciato a stare bene».

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