Berlusconi, la cronaca dei funerali in Duomo. Milano, i milanesi, l’intero Paese salutano il Presidente, il più vincente nel calcio, l’outsider politico che dal 1994 sdoganò la destra.
Ariedo Braida, Dejan Savicevic, Arrigo Sacchi, Zvonimir Boban, Demetrio Albertini, Franco Baresi, Giovanni Galli e Daniele Massaro. Tanti volti del Milan, di oggi e di ieri, hanno presenziato nel pomeriggio ai funerali di Stato di Silvio Berlusconi. Piazza Duomo a Milano blindatissima, il sole, il caldo, due maxi schermo per consentire a tutti di seguire la cerimonia, oltre 10mila presenti per l’ultimo saluto al Cavaliere.
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«Ha vinto quasi un trofeo l’anno, avete visto con Sacchi? Era avanti…» commenta il presidente del CONI Giovanni Malagò. Ci sono molti rappresentanti del mondo dello sport, in prima linea ovviamente le più alte cariche dello Stato. È un funerale politico, prima di tutto. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al suo arrivo viene accolto da un applauso scrosciante. A rappresentare il nuovo Milan ci sono il presidente Paolo Scaroni e l’amministratore delegato Giorgio Furlani.
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Milan, commozione e cori ai funerali di Silvio Berlusconi
Funerali Berlusconi, l’omaggio della Sud all’arrivo del feretro
Circa cinque minuti prima delle 15, il feretro del Cavaliere proveniente da Arcore tocca il sagrato della Cattedrale. Dalla piazza applausi e cori, bandiere rossonere lo attendono e si mescolano a quelle di Forza Italia, il partito fondato da Berlusconi nel 1994. «Un presidente, c’è solo un presidente» urlano gli ultras della Curva Sud, il suo popolo. Accompagnato dal picchetto d’onore il feretro fa ingresso in Duomo e la cerimonia ha inizio. Sui banchi, in prima fila i figli Marina, Pier Silvio, Luigi, Barbara ed Eleonora, la compagna Marta che lui chiamava moglie.
Funerali Berlusconi, l’omelia dell’Arcivescovo Delpini
L’Arcivescono di Milano, monsignor Delpini nell’omelia usa parole semplici: «Vivere e non sottrarsi alle sfide, ai contrasti, agli insulti, alle critiche, e continuare a sorridere, a sfidare, a contrastare, a ridere degli insulti. Vivere e sentire le forze esaurirsi, vivere e soffrire il declino e continuare a sorridere, a provare, a tentare una via per vivere ancora».
«Silvio Berlusconi è stato certo un uomo politico, è stato certo un uomo d’affari, è stato certo un personaggio alla ribalta della notorietà, ma in questo momento di congedo e di preghiera, che cosa possiamo dire di Silvio Berlusconi? È stato un uomo: un desiderio di vita, un desiderio di amore, un desiderio di gioia. E ora celebriamo il mistero del compimento. Ecco che cosa posso dire di Silvio Berlusconi. È un uomo e ora incontra Dio».
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