Allegri tra gli allenatori meno amati della storia del Milan: i tifosi del Diavolo non gli perdonano il tricolore perso contro la Juve…
Prima di lui, Carlo Ancelotti e Leonardo (altro non proprio amatissimo a Milanello…). Dopo di lui, un lungo elenco prima di arrivare a Stefano Pioli: Clarence Seedorf, Filippo Inzaghi, Siniša Mihajlović, Cristian Brocchi, Vincenzo Montella, Gennaro Gattuso, Marco Giampaolo e appunto l’allenatore dell’ultimo scudetto; Stefano Pioli. Eppure il tecnico del penultimo tricolore, Max Allegri appunto, risulta essere uno dei meno amati nella storia del Diavolo.
Allegri arriva sulla panchina del Milan il 27 giugno 2010, prendendo il posto del già citato Leonardo. L’ex Sassuolo e Cagliari porta il club rossonero alla vittoria del campionato dopo sette anni. Non solo: dopo pochi mesi dalla conquista del tricolore, ecco anche la Supercoppa italiana, vinta a Pechino contro l’Inter. Nella stessa stagione della Supercoppa, Allegri non riesce a bissare la vittoria dello scudetto, perdendo al fotofinish contro la Juventus di Antonio Conte. E’ quello, forse, l’errore che i tifosi rossoneri non riusciranno mai a perdonare al tecnico livornese: quella Juve era oggettivamente più debole del Milan, con molti meno campioni in rosa ed un tasso tecnico non all’altezza. Possiamo quindi definire la stagione 2011/2012 quella dei rimpianti.
I tifosi se la sono legata al dito
Milan, il tricolore non è bastato: Allegri tra i tecnici meno amati
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L’anno dopo Allegri portò il Milan a terzo posto finale in classifica…mentre nella stagione successiva andò decisamente peggio, con l’esonero maturato dopo la sconfitta per 4-3 sul campo del Sassuolo. Il livornese lasciò i rossoneri ad un deludente piazzamento a metà classifica. In molte statistiche, tra cui quella condotta da YouTrend, Max Allegri risulta essere uno degli allenatori meno amati della storia del Diavolo.
A pesare sul giudizio dei tifosi c’è senza dubbio quella battaglia persa contro la Juve di Conte, pur in posizione di netta superiorità tecnica, oltre a quei mesi orribili, nel gioco e nei risultati, prima del giusto esonero. Infine, la ciliegina sulla torta: il passaggio proprio alla rivale Juventus, con annessi tutti gli scudetti vinti con i bianconeri.




