Riprende la corsa a un piazzamento nella prossima Champions League, domani si giocherà Milan-Lecce: ecco il nostro focus tattico sulla squadra giallorossa
Nel calcio, si sa, quanto fatto nel passato – anche recente – conta sempre fino ad un certo punto. Ecco che allora, come si suol dire, la vittoria più bella è sempre quella da cogliere. D’accordo, l’incontro casalingo di domani con il Lecce non avrà il richiamo dei mercoledì da leoni in salsa europea, ma i tre punti in palio contro la sedicesima forza del campionato rappresenterebbero sempre fieno da mettere in cascina in vista di un maggio dispensioso che richiederà tante forze fisiche e mentali alla compagine rossonera.
Con 28 punti finora conquistati l’undici allenato da Marco Baroni – colui che da giocatore in forza al Napoli il 28 aprile 1990 siglò (ai danni del Milan) la marcatura decisiva per il secondo scudetto partenopeo – non ha ancora archiviato del tutto la pratica salvezza. Motivo per cui il Diavolo dovrà lasciarsi alle spalle il fruttuoso pareggio di martedì e affrontare il trentunesimo turno con il piglio giusto. Nel nuovo anno troppe piccole (Sassuolo, Salernitana, Empoli) hanno strappato punti a San Siro.
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Nonostante abbia passato momenti decisamente migliori – il pareggio ottenuto nell’ultimo turno contro la Sampdoria arriva dopo sei sconfitte consecutive – l’avversario non è da prendere sotto gamba. Il 4-3-3 di partenza prevede un mediano (il giovane capitano danese Hjulmand) come vertice basso a protezione di una difesa solita giocare piuttosto piatta. Sebbene “a palla lontana” il Lecce tenda a pressare alto, ogni qual volta il Milan supererà la linea di mezzeria con ogni probabilità si ritroverà schierato un blocco compatto per almeno dieci undicesimi sotto la linea della palla. In fase di non possesso il Lecce si chiude con un 4-5-1 che diventa – nelle fasi più dure, in caso di risultato da difendere – senza imbarazzi di sorta un copertissimo 6-3-1. Ergo, se il gol non dovesse arrivare subito – o, peggio ancora, se l’undici di Pioli dovesse andare sotto – ci si potrebbe ritrovare davanti il classico pullman parcheggiato sulla trequarti.
Poco propensi al gioco i giallorossi si affidano spesso e volentieri alla gittata lunga. Soluzione che, come nel gol di Ceesay segnato al fanalino di coda domenica scorsa, i salentini hanno dimostrato di saper sfruttare. Attenzione a due giovani: la mezzala mancina Maleh – il magrebino è un elemento tecnicamente valido – e, ovviamente, al prodotto del vivaio rossonero Colombo. Proprio contro la sua ex squadra il classe 2002 potrebbe tornare titolare al centro dell’attacco leccese.




