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Milan, Serie A: dal Mondiale in Qatar in arrivo i maxi-recuperi

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Milan-Chelsea: Pioli a colloquio con l'arbitro a fine partita

I maxi-recuperi dei match del Mondiale in Qatar presto potrebbero esordire anche nel campionato di Serie A. Precisa indicazione della FIFA: correggere il gioco effettivo.

I maxi-recuperi delle partite giocate nella Coppa del Mondo in Qatar fanno discutere. Dopo quattro sfide, le prime della competizione intercontinentale, sono stati sommati ben 61 minuti di extra-time, in media 15 minuti a match tra recuperi dei primi tempi e di quelli finali. I direttori di gara designati nella FIFA World Cup non sono improvvisamente impazziti. Qualcosa effettivamente è cambiato e presto potrebbe interessare anche il campionato di Serie A.

Fino al Qatar, gli arbitri hanno sempre calcolato i minuti di recupero dei match sulla base del numero delle interruzioni nel primo e nel secondo tempo. Calcoli più o meno approssimativi che tengono conto di ammonizioni, espulsioni, infortuni, esultanze. Minuti sommati senza un preciso schema matematico e che tendono a correggere il tempo effettivo di gioco (mediamente, in Italia, una cinquantina di minuti dei 90 regolamentari). Nel calcio infatti il tempo di un match non è considerato effettivo come ad esempio avviene nel basket. Con l’avvento del VAR, poi, i minuti di gioco nell’extra-time spesso si sono ulteriormente dilatati.

Nel Mondiale che si è aperto nel weekend, il metodo è drasticamente cambiato. Già in Qatar-Ecuador, match inaugurale diretto dal fischietto italiano Daniele Orsato, i minuti di recupero sono saliti complessivamente a 12, 6 prima dell’intervallo e 6 nella parentesi di extra-time chiusa con il triplice fischio. In Inghilterra-Iran, anche a causa del grave infortunio al portiere iraniano, si è giocato addirittura per altri 29 minuti, 15 nel primo tempo e 14 nel secondo.

Qatar, la FIFA sui maxi-recuperi: «Gli spettatori pagano per vedere 90 minuti di calcio»

Le indicazioni sono arrivate direttamente dalla FIFA e sono state precise fin dalla vigilia del Mondiale: ai direttori di gara è stata chiesta massima attenzione al tempo di gioco effettivo. Il presidente della commissione arbitrale FIFA Pieluigi Collina aveva spiegato che i tempi per le sostituzioni, i rigori, i festeggiamenti, le cure mediche e ovviamente il VAR sarebbero stati compensati. Sul tema si era espresso anche il presidente della FIFA Gianni Infantino: «In ogni partita c’è molto tempo perso – aveva dichiarato –. C’è bisogno di rivedere qualcosa perché gli spettatori pagano per vedere 90 minuti di calcio, mentre le gare durano 50 minuti. Non dico di arrivare a 100 minuti, ma senza dubbio il tempo di recupero che concede l’arbitro deve essere legato strettamente ai minuti persi durante la partita».

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Già Carlo Ancelotti anni fa, quando approdò sulla panchina del Milan, fece notare – lo scrisse anche sulla sua tesi – che la palla si muoveva in campo mediamente meno della metà dei minuti regolamentari del match. Il problema oggi sta trovando finalmente una più logica soluzione, scelta che però fa discutere tifosi e addetti ai lavori. I maxi-recuperi in Qatar nascono da una chiara indicazione degli organi FIFA e non diventeranno un lontano ricordo terminato il Mondiale. Il metodo, infatti, da gennaio potrebbe già debuttare nel campionato di Serie A.

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