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Conferenza Stampa

Origi: «Milan, grazie per avermi scelto. È un onore essere qui»

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Le vibes, le vibrazioni, sono quelle giuste: «Le avevo già sentite tutte quando con il Liverpool ho incontrato il Milan a San Siro in Champions. La storia, la cultura, l’entusiasmo, si percepiva tutto. Un completo allineamento tra tifosi, giocatori e mister». Divock Origi entra a piccoli passi a Milanello, la sua nuova casa: «Sono molto grato di poter far parte di questo gruppo e di essere stato scelto, perché sento l’importanza delle fondamenta che hanno costruito questa Società. Ho seguito tutto il campionato del Milan e i gol importanti di Giroud, tutti gesti che fanno parte di una continuità. Noi attaccanti dobbiamo sempre prepararci al colpo decisivo, questo lo si prepara gradualmente con il lavoro, la preparazione tecnica e tattica, il recupero… Dobbiamo essere sempre pronti a dare il meglio».

Dare il meglio. Lo ripete più volte in oltre cinquanta minuti di conferenza stampa: «Per me è molto importante il processo di crescita, miglioramento e continuità, in ogni parte, in allenamento come in partita. Non sappiamo quando arriveranno i momenti belli, ma l’obiettivo è condividerli con i nostri tifosi. Sono ansioso di iniziare questa nuova avventura. Il segreto è rimanere concentrati a dare il meglio di sé. Voglio farlo per me stesso, per il mister, per la squadra. Voglio scrivere tanti altri capitoli del calcio insieme».

È in Italia da pochi giorni, ma Origi si sente già parte di questo Milan: «I primi contatti sono arrivati verso fine stagione. Terminata la stagione ho poi capito ancora meglio il loro progetto e l’ho condiviso. È un onore essere parte di questa storia, un’eredità che si tramanda da generazione a generazione. Sono contento di poter portare le mie qualità in questa squadra e metterle a disposizione del gruppo. Sono tanti i grandi calciatori che hanno fatto la storia del Milan, fanno tutti parte della cultura di questo Club. È importante fare il proprio percorso inserendosi in questa cultura. Si può prendere ispirazione da tanti grandi giocatori, anche di altri ruoli diverso dal mio. Voglio imparare anche dal mondo che è al di fuori del campo. Il mio obiettivo è migliorarmi sempre».

«Gli infortuni? In verità ho giocato tanto a Liverpool. Gli infortuni mi hanno fatto conoscere meglio il mio fisico, mi hanno reso più consapevole della mia fisicità. Mi sento benissimo, sento di avere il massimo dominio del mio corpo e mi sento preparato mentalmente e spiritualmente per iniziare questa nuova avventura».

Sulla differenze tra il calcio in Premier e la Serie A, Divock ha poi commentato: «Ho avuto la fortuna e l’opportunità di giocare in Germania, Francia, Inghilterra, sono situazioni diverse. Il calcio italiano è molto intelligente e tattico, ogni singola squadra gioca sulle doti individuali. Forse in Inghilterra c’è maggiore fisicità, ma penso che la tatticità del calcio italiano possa insegnarmi tanto. Io stesso posso dare il mio contributo, non vedo l’ora di iniziare».

L’accoglienza di squadra, staff, tifosi è stata speciale: «Si vede questa grande coesione. Ho parlato con Pioli, abbiamo un grande entusiasmo di iniziare questo percorso insieme. Abbiamo grandi ambizioni, ci aspettiamo tanto da questo percorso. Si percepisce una grande passione nel gruppo, il mister ha fatto un grande lavoro. Farò il massimo per assorbire il più possibile questo spirito». E ancora: «Sono molo grato e riconoscente del mio percorso con il Liverpool, è importante massimizzare il proprio potenziale a servizio del gruppo, della società e dei tifosi. Ora faccio parte di questa storia e continuerò a concentrarmi su questo desiderio di dare il massimo. Sono molto contento dell’accoglienza speciale dei tifosi, sono qua per iniziare a lavorare».