Politica, senza Decreto Crescita si complicano i piani di rilancio del Milan e per tutto il calcio italiano: decisione che fa discutere…
Al DLA Piper Sport Forum qualche settimana fa Giorgio Furlani aveva parlato di «distruzione del calcio italiano». Senza il Decreto Crescita la fine è dietro l’angolo: è a forte rischio la competitività della Serie A rispetto alle altre leghe europee. La notizia è di ieri: a partire da lunedì i vantaggi fiscali garantiti allo sport non saranno più applicabili. Niente proroga, nemmeno quella “mini” di qualche mese ipotizzata in settimana. Così ha deciso la Riunione del Consiglio dei Ministri tenutasi ieri a Palazzo Chigi.
Uno schiaffo alla Serie A. Solo poche settimane fa, ospite a un convegno organizzato a San Siro sul tema “calcio tra performance sportiva e finanziaria” l’ad del Milan aveva lanciato l’allarme: «I risultati sportivi portano ricavi, ma salta tutto se venisse tolto il Decreto Crescita; senza il decreto sarebbe la distruzione del calcio italiano.
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Da quando c’è il Decreto Crescita ci siamo trovati a fare grandi risultati in Europa come calcio italiano, perché noi siamo business di talento: siamo sotto altri mercati a livello economico, siamo in un contesto difficile… È impossibile fare un progetto stadio – aveva aggiunto Furlani -, ci sono limiti su extra-comunitari, contratti più corti… L’unica leva che ci rende competitivi con gli altri campionati europei è il Decreto Crescita».
Per fare chiarezza: il Decreto Crescita, legge in vigore dal 30 aprile 2019, ha permesso ai club di risparmiare sulle tasse dei calciatori “impatriati” e di offrire così a ciascuno di loro un ingaggio netto più alto. Per “impatriati” si intendono gli stranieri o gli italiani fuori dall’Italia da almeno due anni che hanno trasferito la residenza e l’attività lavorativa nel nostro Paese per almeno due anni; dal 2022 l’applicazione del Decreto è stata limitata a chi ha più di 20 anni di età e uno stipendio superiore al milione. I benefici ottenuti fino ad oggi dalla Serie A sono quantificabili in 150 milioni di euro.