Abbiamo raggiunto l’ex arbitro Gianpaolo Calvarese per una sua analisi sul match di domani tra Milan ed Inter.
La redazione di dailymilan.it ha raggiunto Gianpaolo Calvarese, ex arbitro di serie A con all’attivo più di 300 gare nella massima serie considerando tutti i ruoli (arbitro, VAR e arbitro addizionale), per un suo parere sulla finale di Supercoppa tra Milan ed Inter.
L’ex fischietto della sezione di Teramo ha detto la sua sulla condizione delle squadre, sull’esordio del fuorigioco automatico e sulla designazione dell’arbitro Maresca…
Il Diavolo sfida l’Inter, ecco il parere di Gianpaolo Calvarese
Gianpaolo Calvarese a dailymilan.it: «Milan-Inter a Maresca? Lo conosco bene…»
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Gianpaolo, Milan-Inter assegnata all’arbitro Fabio Maresca della sezione di Napoli. Cosa ne pensi di questa designazione?
«A dire il vero avevo già pronosticato questa scelta su Calcio e Finanza, perché vedendo le altre varie designazioni in campionato avevo capito che sarebbe toccata a lui. Conosco benissimo Fabio Maresca, a cui tra l’altro ho fatto da VAR e con cui ho arbitrato tantissime volte; è stato anche quarto uomo nella finale da me arbitrata di Supercoppa vinta dalla Lazio contro la Juventus nel 2019. E’ un direttore di gara dalla grande personalità. Grandissima. Talmente grande che ogni tanto tende ad eccedere. Anche se ad onore del vero guardando le sue ultime partite Fabio sta facendo un lavoro enorme per smussare questo suo aspetto caratteriale, che lo ha portato ogni tanto a “strabordare” dal punto di vista comportamentale; nel senso che, alcune volte, non riesce ad instaurare la giusta empatia con i calciatori in campo, nonostante sia un arbitro molto intelligente».
E per la scelta di Aleandro Di Paolo al Var?
«Non sono felice, di più. Felicissimo perché Di Paolo è un arbitro che ha fatto poche partite di Serie A e tante in Serie B. Eppure, con il lavoro, lo studio, il sacrificio e l’abnegazione, mattone dopo mattone, è riuscito a guadagnarsi una partita del genere, e quest’anno è stato anche promosso a Var Pro internazionale. Contentissimo per lui: ormai Di Paolo è, dopo Irrati, il miglior Var che abbiamo in Italia».
Come arrivano le due squadre secondo te? E ci spieghi che differenza c’è tra l’arbitrare un Milan-Inter a San Siro in campionato e uno in finale di Supercoppa giocata all’estero?
«Arbitrare il derby di Milano è sempre difficile, perché parliamo di una stracittadina giocata tra due squadre enormi e dall’alto valore tecnico. La Supercoppa poi è gara secca, la posta in gioco è alta, c’è in palio un trofeo. La differenza è abissale. Però in Arabia sugli spalti c’è un clima diverso, quasi da festa, da spettacolo. Lo so bene perché ho partecipato a due finali di Supercoppa, nel 2014 e 2019, a Doha e Riyadh. A San Siro invece le due tifoserie alzano in maniera incredibile la pressione, aumentando la difficoltà per un direttore di gara.
Milan ed Inter ci arrivano in maniera un po’ diversa. L’Inter era in difficoltà ma sembra essersi ripresa bene, piano piano. Il Milan è un po’ sottotono, paga probabilmente la grande stanchezza di alcuni giocatori chiave post Mondiale».
Polemiche arbitrali. Tra Monza-Inter e Empoli-Sampdoria si è alzato un polverone. Che succede? Le dimissioni di Trentalange, e i conseguenti problemi ai “piani alti” stanno mettendo in difficoltà gli arbitri secondo te?
«No, non credo. Ovvio, questa è una pagina nera e tristissima non solo per gli arbitri, ma proprio per il calcio italiano. Credo però che i direttori di gara siano bravissimi a rinchiudersi nella loro “bolla” in ogni match, lontani dalle critiche e lontani dai problemi dirigenziali. Si tratta quindi solo di errori, i nostri arbitri continuano ad essere dei grandi professionisti. Anche perché tutte questi problemi riguardano, come hai detto tu, i “piani alti”…loro sono completamente estranei».
Proprio in questa finale di Supercoppa fa il suo esordio il fuorigioco semiautomatico. Cosa ne pensi?
«Ne sono molto felice. Tutto ciò che è tecnologia e che può aiutare un direttore di gara è una cosa buona per l’intero movimento calcistico. E’ un algoritmo quasi perfetto, grazie alle telecamere messe in campo, che riproduce in maniera tridimensionale le proiezioni delle linee del fuorigioco. Avremo quindi meno tempi morti e soprattutto più certezza. Dunque sono favorevolissimo».