Il Milan di Pioli in lotta per la Champions su due fronti, il quarto posto in campionato però resta una priorità. Lo scenario in caso di fallimento.
In tre mesi, forse meno, Stefano Pioli si gioca il futuro sulla panchina del Milan. La nuova brusca frenata in campionato, sabato sera in casa della Fiorentina, ha complicato non poco i piani del Diavolo verso la qualificazione in Champions League. Ora i rossoneri in classifica sono addirittura quinti, scavalcati anche dalla Roma di Josè Mourinho, nell’ultimo turno vittoriosa contro la Juve di Allegri.
A Londra, domani sera, Pioli ha una ghiottissima occasione: se supererà il turno e riporterà il Diavolo a brillare tra gli otto top club d’Europa, il tecnico acquisterà un bel po’ di punti agli occhi della nuova proprietà. Per i rossoneri, il big match nella tana del Tottenham può restituire l’ambizione di un tempo. Per arrivare ai quarti di finale però bisogna almeno pareggiare, vincere ancora meglio (a Londra, contro club inglesi, il Milan non ci è mai riuscito).
Milan, Pioli di nuovo in bilico: senza Champions rischia
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Oggi la fiducia in Stefano Pioli non è in discussione, ma se il Milan si allontanerà dall’Europa che conta la prossima stagione (problema che complicherebbe non poco i piani per il futuro) Gerry Cardinale pretenderà un rinnovamento anche alla guida tecnica. Da mesi si vocifera di un possibile approdo a Milanello di Raffaele Palladino, esordiente a Monza. Ipotesi che ci sentiamo di escludere. Se Pioli a fine stagione verrà esonerato (ipotesi probabile senza qualificazione in Champions) al suo posto arriverà un tecnico navigato, un allenatore d’esperienza.




