La sentenza: Milan spacciato. Occhio però a dare per morto il Diavolo, Spalletti lo sa bene. San Siro si prepara alla serata più emozionante.
Occhi puntati su Milan-Napoli, primo round dei quarti di finale di UEFA Champions League. San Siro alle 21 accenderà riflettori ed emozioni: sono attesi sugli spalti e sotto la pioggia 75mila tifosi, di cui 4mila colorati di azzurro, e una nuova spettacolare coreografia che darà la scossa a tutto lo stadio durante l’ingresso in campo delle formazioni.
I pronostici sono un po’ meno indirizzati verso la squadra partenopea dopo il 4-0 del Diavolo al Maradona. C’è tuttavia chi resta dello stesso pensiero di qualche settimana fa: il Napoli è il netto favorito di questo doppio storico confronto europeo. Il poker in campionato, hanno sostenuto in tanti (troppi), è stato solo frutto del caso, per qualcuno Kvara e compagni non ha praticamente giocato, per altri regalato il successo ai rossoneri per illuderli della loro forza.
Spalletti e la battuta sul caffè…turco. “Il Napoli andrà in semifinale,” tuonò il direttore
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Giancarlo Padovan, ad esempio, su calciomercato.com, questa mattina sostiene convinto che alla fine farà festa la squadra campana. Nel titolo del suo ultimo editoriale il direttore non usa mezze misure: “La buona stella di Pioli è tornata a brillare, ma Spalletti andrà in semifinale”. C’è anche la rima a dare spessore al pensiero.
L’impressione è che da una parte, quella avversaria (anche se Padovan è noto simpatizzante rossonero) si respiri aria di netta superiorità. È un Napoli presuntuoso quello che, attraverso la sua schiera di opinionisti, alla vigilia di campionato derideva il Milan campione finito nel baratro. Bene così, perché è proprio dopo questi affondi che la squadra di Pioli trova la scintilla migliore per accendersi e brillare. Quando stuzzicato, quando solleticato nell’orgoglio il Milan raramente sbaglia.
Lo sa bene Spalletti. Ieri il tecnico incalzato dai cronisti in conferenza su Guardiola (tra i due non scorre buon sangue) ha risposto con una battuta leggera: «Con lui spero di farci due risate davanti a un caffè turco». Il chiaro riferimento è a Istanbul, sede della finalissima il prossimo 10 giugno. Una frase di rispetto, ponderata, senza alcuna presunzione. L’ex Roma sa che per obliterare il pass delle semifinali prima e della finale poi serviranno 180 minuti di fuoco e fiamme. È dura, molto dura. Meglio non sparlare, non andare oltre, non provocare il Diavolo come stanno facendo in molti su siti e social network. La lezione del Maradona dovrebbe aver insegnato qualcosa un po’ a tutti…




