L’AD rossonero Giorgio Furlani torna a parlare della realizzazione del nuovo stadio del Milan: «Se ne parla da quattro anni, è una cosa pazzesca».
Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan, ha rilasciato una lunga intervista al sito The Athletic. Diversi i temi trattati dall’ex Portfolio Manager di Elliott, oggi CEO del club rossonero, tra questi la nascita del nuovo stadio.
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Nuovo stadio, Furlani: «Se ne parla da Quattro anni!»
Il lungo iter verso la realizzazione è definito da Furlani «un problema tutto italiano». Da quattro anni infatti a Milano si parla della nascita di un nuovo impianto per Milan e Inter, fino a questo momento però il dibattito non ha partorito nulla di concreto: «L’altro giorno – ha spiegato il CEO di Casa Milan – un collega mi ha inviato una presentazione del 2018. Diceva che nel 2022 avremmo giocato in un nuovo stadio. Era ambizioso, ma per il 2023 pensavamo di esserci e non ho visto nemmeno un mattone. È una cosa pazzesca. Ti guardi indietro e pensi: “Quattro anni! È un tempo lunghissimo“».
Furlani tiene aperta l’ipotesi San Siro: «Il progetto non è morto»
L’Italia è cento passi indietro
In giro per il mondo costruiscono stadi all’avanguardia, in Italia invece si è costretti a giocare in strutture fatiscenti e prive di comfort: «C’è una legge sugli stadi. Il senso – spiega Furlani – è che se sei bloccato c’è un modo per accelerare e tagliare le lungaggini burocrazia, ma non funziona. Ci sono diversi gruppi proprietari disposti a investire denaro. Di solito si tratta di gruppi proprietari stranieri, quindi di capitali esteri. È denaro che entra nel Paese per lo sviluppo, le infrastrutture, la creazione di posti di lavoro, il PIL, il branding, e di fatto il sistema dice: “Non vogliamo i vostri soldi”».
A The Athletic Furlani ha poi spiegato che il Milan non ha accantonato l’idea di ristrutturare il Meazza: «Si stanno valutando tutte le opzioni, compreso il vecchio San Siro, che è un progetto aperto. Non è morto».
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