Il Real Madrid pretende dal Milan 22 milioni di euro per il cartellino di Brahim Diaz, ma lo spagnolo li vale davvero tutti? La nostra analisi.
La prima delle due occasioni – poche, pochissime – avute dal Milan nell’euroderby di ritorno potremmo ricordarla come l’ultima triste diapositiva di Brahim Diaz in maglia rossonera: lo spagnolo che riceve palla da Tonali, bravo a liberarsi di un avversario a sinistra, la conclusione ben angolata e Onana che si distende e intercetta la sfera. Se fosse entrato quel pallone, chissà…
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“Inutile pensarci” è il pensiero anche di Stefano Pioli. Il tecnico viaggia verso la conferma sulla panchina del Diavolo anche la prossima stagione e in estate avrà nuovi giocatori su cui lavorare. Gran parte della rosa cambierà e tra i candidati a salutare Milanello c’è – appunto – anche Brahim. Il prestito rivisto nel 2021 tra Milan e Real Madrid andrà in scadenza tra poco più di un mese, il prossimo 30 giugno. Serve un bonifico da 22 milioni di euro per riscattare il cartellino del numero 10, cifra che se confermata rischia di pesare (e non di poco) nelle strategie future del club rossonero.
Brahim, i numeri in tre anni al Milan
Diaz vale ogni centesimo di quei 22 milioni che i blancos vorrebbero contare nelle loro casse? Numeri alla mano probabilmente sì: 6 gol e 4 assist in 42 uscite stagionali, 4 più 4 la scorsa stagione, 7 reti e 4 passaggi vincenti ai compagni al suo primo anno in rossonero, in 39 presenze tra campionato, Europa League e Coppa Italia. Il trend dello spagnolo in questi tre anni in rossonero non è praticamente mai cambiato, perché allora dovrebbe cambiare la sua valutazione stabilita già da tempo?
Milan, cosa fare con Brahim? Vale i 22 milioni chiesti dal Real?
Diaz e la continuità, ecco dov’è il problema
Per qualcuno Brahim non vale i 22 milioni richiesti dal Real. Ciò che un po’ annebbia il percorso in rossonero dell’ex Malaga e Manchester City non sono tanto i macro-numeri e le statistiche, quanto il peso offerto dal giocatore nelle sfide più delicate e cruciali, quelle che diremmo al bar “contano davvero”. In campionato, ad esempio, nei big match ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista in rare occasioni.
Una manciata di “gol pesanti”
Ricordiamo tutti le sue prestazioni contro la Juventus un anno fa, a inizio maggio, e lo scorso 8 ottobre. Contro il Napoli ad aprile ha invece segnato il secondo dei quattro gol prodotti dal Diavolo. In Europa è finito in copertina due volte, negli ottavi di finale contro il Tottenham a San Siro, con il gol vittoria, e nei quarti contro gli azzurri di Spalletti, firmando la giocata che ha portato, sempre al Meazza, alla rete decisiva di Ismael Bennacer. La sua discontinuità è al centro di accesi dibattiti tra tifosi, addetti ai lavori, sui social nei salotti televisivi, e anche lungo i corridoi di Casa Milan se ne discute.
Cantiere aperto in tutti i reparti
Il Milan si interroga sul reale valore di Brahim: ha senso investire 22 milioni su un giocatore che in tre anni non ha alzato linearmente il livello prestazionale della squadra sulla trequarti? La prossima estate i rossoneri potrebbero essere costretti a rivedere al ribasso il budget in uscita, molto dipenderà infatti dalla partecipazione o meno della squadra alla prossima fase a gironi di Champions League. Se una fetta abbondante della torta venisse spesa per confermare lo spagnolo – ecco il punto – come farebbero Maldini e Massara a rafforzare a dovere anche gli altri ruoli nevralgici dell’organico?
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