Sguardo alla trama del nuovo calendario di campionato, per il Milan una continua montagna russa. Le riflessioni del direttore, Luca Rosia.
Prima o poi tutte le dobbiamo affrontare. Certo, giusto, vero, ma poteva andarci meglio non credete? Chi di noi non avrebbe voluto un inizio più morbido. In dieci giornate, le prime del nuovo campionato di Serie A, il Milan dovrà misurarsi in campo con cinque delle storiche “sorelle”, rivali dirette ai piani alti: Roma, Inter, Lazio, Juventus e Napoli in due mesi, tra settembre e ottobre, tre sfide delle quali da giocare in trasferta. Ci vorrà tempo per ingranare, il Diavolo oggi è un cantiere apertissimo e di sicuro avrà in stagione una sua identità, la sensazione però è che cinque settimane di preparazione (meno in realtà, perché molti nuovi volti sbarcheranno a Milanello più avanti) non bastino, siano poche. Fino a metà novembre mancherà poi Bennacer, metronomo del gruppo, altro elemento che in queste ore aumenta il grado d’ansia della riflessione. Tutto giusto e tutto sbagliato, perché se il concetto vale per il Milan vale anche per Inter e Juventus, ad esempio, anch’esse alle prese oggi con teloni e impalcature un po’ ovunque.
Calendario Serie A, boccata di ossigeno solo a inizio inverno
Respira di più il Milan sulla carta tra inizio novembre e fine gennaio: delle cosiddette “grandi” solo Atalanta e Roma possono turbare il quieto sonno della vigilia. Non è nemmeno vero questo, a pensarci bene… La lezione dello scorso campionato ci raccolta altro, di tanti punti persi da Calabria e compagni contro le “altre della classe”, meno blasonate ma non per questo squadre materasso. Proprio lo scorso novembre il Milan perse a Torino contro i granata di Juric, faticò con Spezia e Fiorentina in casa e raccolse uno scialbo 0-0 sul verde della Cremonese neopromossa.
Champions e campionato, se si andrà avanti in Europa sarà durissima!
Febbraio rialzerà l’asticella: ci sono Napoli e Atalanta a San Siro, se il Milan andrà avanti in Champions League avrà tra l’una e l’altra la prima delicatissima sfida degli ottavi e il ritorno a marzo dopo Lazio-Milan. Un traffico d’alta tensione al vertice (sulla carta, teorico) che obbliga – obbligherebbe – il Diavolo ad arrivare fisicamente e mentalmente nelle migliori condizioni. Non c’è il Mondiale a scombussolare i piani e a spezzare la stagione, ma il fitto calendario di dicembre senza soste (in campo sia a Natale sia a Capodanno) non dà spazio a pause e relax, e nemmeno a ritiri tropicali. Niente Arabia insomma, i rossoneri a inizio gennaio non saranno protagonisti nemmeno nelle Final Four della Supercoppa di Lega in programma a Gedda (a differenza di Inter, Fiorentina, Napoli e Lazio, le prime due dello scorso campionato e le finaliste dell’ultima Coppa Italia). Questo, però, a pensar meglio, nelle prime settimane del nuovo anno potrebbe produrre un tornaconto, e magari decisivo.
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Milan, (inutili) riflessioni sul nuovo calendario di Serie A
Aprile in salita, maggio in discesa
Il Milan un vantaggio potrebbero goderlo anche nelle ultime curve della stagione, sulla carta disegnate in discesa: dopo un aprile di giri cruciali (derby il 21 e Juventus all’Allianz il weekend successivo), attendono il Milan le neo promosse Genoa e Cagliari, il Torino in Piemonte e la Salernitana a San Siro, avversaria sulla linea del traguardo. Vero, potrebbero essere alcune di queste in lotta per salvare la categoria, e in quel caso sarebbero impegni dal coefficiente di difficoltà importante. Se il Diavolo però si presenterà nel cuore della primavera forte di un buon bottino di punti nel caveau, magari anche in testa al campionato, sarebbe più semplice gestire il vantaggio. Tutto vero e tutto sbagliato. Alla fine conta il campo e la verità è quasi mai i pensieri di luglio azzeccano i pronostici. Comunque vada insomma non sarà un successo, o forse sì. Lo vedremo. Lo scopriremo solo…giocando.
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