Se non ci credete provateci anche voi: scorrete su e giù su Instagram tra le ultime pubblicazioni in post del Milan e soffermatevi a leggere i commenti. Il popolo rossonero, una buona parte almeno di quello attivo sui social, non ha digerito la tripla sconfitta del Milan nella tournée USA contro Real Madrid, Juventus e Barcellona. A onor del vero bisognerebbe parlare di due sconfitte e un pareggio: nei tempi regolamentare la sfida ai bianconeri di Allegri si è infatti conclusa in perfetta parità, 2 a 2.
Il Milan è un cantiere apertissimo e ha bisogno di giorni, settimane, forse non basterà tutto il mese di agosto per innalzare i muri portanti della nuova struttura architettata da Stefano Pioli. Logico, normale, prevedibile. Serve tempo a chiunque, anche alle formazioni più rodate per ingranare dopo la pausa estiva di fine stagione, figurarsi il Milan che ha cambiato pelle per tre quarti rispetto alla sua ultima versione di appena due mesi fa.
Milan, ma davvero i tifosi si stanno lamentando per due amichevoli perse, a inizio agosto?
Milan, le amichevoli perse allarmano il tifosi
Capiamoci… Che ci sia tanta strada da fare è evidente. La sfida di mercoledì notte contro il Barcellona a Las Vegas non solo ha marcato una differenza di preparazione tra rossoneri e blaugrana, ha acceso la spia rossa su alcuni punti cruciali, tecnico-tattici, nella nascita del nuovo Milan. Uno su tutti, ad esempio, riguarda la gestione della palla durante la costruzione del gioco. Troppo spesso – lo si è visto anche contro la formazione di Xavi – il Milan concede occasioni all’avversario da errori individuali. Florenzi, Tomori, Thiaw, Theo Hernandez, nessuno è esente da colpe. Chi più, chi meno, contro gli spagnoli campioni della Liga nessuno dei quattro si è meritato la piena sufficienza.
Se la difesa traballa l’attacco non decolla. Nello strappare la palla all’avversario il Milan di Stefano Pioli potrebbe insegnare calcio a molte squadre d’Europa, di alto livello, il problema però sorge nella fase successiva, quando quel pallone va tramutato in concrete occasioni da gol. Se di fronte i rossoneri si trovano una difesa arcigna, un muro, una diga innalzata a regola d’arte fatica, stenta appunto a decollare.




