Un gol, meraviglioso, da stropicciarsi gli occhi contro il glorioso Real Madrid, durante la tournée americana. Una prodezza che aveva illuminato il pianeta rossonero e fatto ricredere i tifosi più scettici: Luka Romero ha la stoffa del fuoriclasse e in questo Milan può dire la sua. Superata la coda della pre-season, con l’inizio della stagione vera e propria e i primi impegni ufficiali l’argentino, arrivato dalla Lazio, è stato visto di striscio però solamente in panchina, a volte neanche lì. Pioli non lo ha ancora utilizzato in campo, né da riserva, né da titolare e il perché è presto detto: a destra, sulla trequarti, Romero è la terza scelta nel mazzo del tecnico emiliano, dietro a Christian Pulisic e Samuel Chukwueze. Il futuro ora potrebbe cambiare colore, scriversi per lui lontano da Milanello.
Se Luka Romero non troverà spazio da qui a gennaio, quando il mercato riaprirà i battenti, il Milan lo cederà altrove, ma con la formula del prestito. Il club non ha investito molto su di lui, arrivato a inizio luglio a parametro zero, l’ingaggio grava poco sul bilancio societario (meno di un milione netto all’anno) ma ci crede. «Vengo per imparare ma voglio restare» aveva chiarito Luka il giorno della sua presentazione a Milanello. Il Milan è convinto che l’argentino possa dare una mano importante per i futuri obiettivi della prima squadra. Forse oggi non è pronto a vestire la maglia da titolare, ma è giovane (18 anni appena) e con una maggior dose di esperienza nella testa e nelle gambe in futuro chissà.
Milan e Romero, futuro da scrivere: il piano che sta prendendo forma
Calciomercato, il Milan vuole ad ogni costo Luke Romero
Stefano Pioli a fine preparazione ha parlato bene di Romero, il tecnico si era detto molto soddisfatto delle risposte ottenute dal ragazzo in campo (e forse anche per questo il Milan lo ha confermato nello spogliatoio): «È uno di quelli che mi sorprende di più – è stato il commento dell’allenatore -. Rientra nelle possibilità di scelta, compete con compagni di livello, ma è pronto per giocare. E’ un ragazzo intelligente e di talento». I fatti però, un mese dopo quelle parole dicono il contrario. I fatti e i numeri: escluso dalla lista Champions, contaminuti ancora a quota zero.




