L’Europa League per il Milan può essere un’ottima opportunità di crescita. Un grande vantaggio e un grande svantaggio: l’analisi
Inutile girarci intorno: l’Europa League per questo Milan, in estate nato con grandi ambizioni, è quasi un fallimento. Quasi, perché nel cuore dell’analisi non si può non tener conto di un particolare (che particolare sotto sotto non è): nel girone di Champions League, i rossoneri sono stati sorteggiati con tre squadre di fascia altissima, a cominciare dal Paris Saint-Germain campione di Francia. Un girone infernale che il Diavolo ha salutato con una goccia di amarezza ma a testa alta, sprofondando poi nella seconda competizione UEFA. Insomma, alla fine questo Milan se l’é giocata. Alla faccia di chi a settembre dava i rossoneri completamente spacciati. Ora il Milan proverà a farsi valere ai piani più bassi: lì può riprendere il proprio percorso di crescita, di certo non compromesso.
Quali pro e quali contro può portare l’Europa League? Uno enorme, da qualsiasi punti di vista la si guardi. Il grande svantaggio: l’Europa League toglie energie, tante al campionato. Il Milan ora fuori dai confini giocherà di giovedì, e al netto della giornata di riposo, nell’ipotesi venga poi inserito a calendario nel posticipo di inizio settimana avrà massimo due giorni pieni per preparare il successivo match di Serie A. Non molti. Tra febbraio e inizio marzo inoltre, in un fazzoletto di pochi giorni, Calabria e compagni dovranno giocare contro Napoli, con l’avversaria ai sedicesimi, con il Monza, il ritorno in Europa, poi contro l’Atalanta e la Lazio.
Europa League, quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi della partecipazione del Milan…
Milan, l’Europa League per continuare a crescere? Pro e contro
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Lì si deciderà molto. E forse tutta la stagione. Febbraio è un mese sempre particolarmente delicato, ma che il Milan da quando Stefano Pioli è in panchina ha affrontato migliorando il proprio trend anno dopo anno. Gradualmente. Nel 2020 in campionato Calabria e compagni avevano perso 7 punti su 12, 6 nel 2021, 4 nell’anno dello scudetto e appena 3 (sconfitti nel derby) la scorsa stagione.
Il grande vantaggio di giocare l’Europa League? La pressione, decisamente minore, quella che in Champions aleggia su Milanello invece dal giorno della composizione dei gironi. Se il Milan uscirà già ai sedicesimi (ai play-off) il dramma sportivo verrà attutito dalla piazza e dalla proprietà senza particolari problemi; se la squadra andrà avanti invece sarà tutto di riguadagnato. Insomma, è paradossale, ma il Milan oggi può lavorare sulla propria crescita più serenamente di quanto non abbia fatto nei mesi precedenti.
Può costruire nuovi muri portanti del proprio futuro misurandosi ancora contro avversarie di caratura europea (per ora una, una su sette che lunedì 18 dicembre incrocerà nelle urne di Nyon). Certo, l’aspetto economico conta, l’uscita dalla Champions ha creato un bel po’ di grattacapi e probabilmente obbligherà il Club a nuove valutazioni sul fronte mercato… RedBird, però, quando un anno e mezzo fa ha preso tra le mani il timone di Casa Milan non certo si immaginava pronti via un passo in Europa lungo quanto una semifinale. Insomma, il percorso dei Diavolo verso il ritorno ai fasti di un tempo è pienamente in bolla, anche senza Ottavi di Champions, allineato alle previsioni post scudetto.




