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C’è il Lille, Pioli: «Non è decisiva». Kjaer: «Non fermiamoci!»

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Le parole del tecnico e del difensore in conferenza stampa alla vigilia del terzo turno del Group Stage di Europa League.

Questo Milan vuole superarsi ogni settimana. Gioca una sfida tutta sua, contro se stesso. Nessuno dalle parti di Milanello – i pochi almeno che possono frequentare il centro sportivo in questo periodo di pandemia – vuole anche solo pensare alla prima sconfitta, che arriverà ovvio, è normale, dopo il filotto da record apertissimo tra campionato e coppe. Stefano Pioli ha messo nel mirino a quota 26 Nereo Rocco e il Milan del Paròn datato 1971. Gli mancano due graditi. Più in là c’è Fabio Capello, che rimase imbattuto per ben 36 sfide.

Il prossimo scoglio per i rossoneri si chiama Lille, avversario domani sera a San Siro nella fase a gironi di Europa League: «Ci saranno ancora rotazioni perché c’è bisogno di energie mentali e fisiche fresche – ha spiegato il tecnico durante la consueta conferenza stampa della vigilia –. Comunque non sarà la partita decisiva per passare il turno. La certezza è che il nostro obiettivo è provare a comandare le partite, a tenerle in mano noi. D’altra parte cominciamo ad avere una squadra matura nel modo di stare in campo».

È un Milan da record ma anche un Milan che deve crescere, imparare dagli errori e diventare ancora più maturo. Questo, soprattutto, per affrontare meglio le fasi più delicate della stagione, che arriveranno: «Dal punto di vista tecnico e delle scelte nell’ultimo quarto di campo, possiamo diventare più precisi e pericolosi – ha detto Pioli –. Stiamo facendo molto bene nell’attacco alla profondità, ma poi occorre la soluzione giusta. Sono situazioni da sviluppare meglio tecnicamente. Detto questo, stiamo lavorando bene, stiamo bene insieme, vedo serietà e impegno. Dobbiamo continuare ad avere il coraggio di crescere. Ho sempre creduto nelle qualità dei miei, ma siamo solamente all’inizio. Siamo come quelli che scavano un pozzo per cercare l’acqua: fin quando non raggiungi la sorgente, non ti devi fermare. E noi abbiamo ancora tanto da scavare».

«La nostra forza – ha aggiunto il tecnico – è sempre stata l’equilibrio, sappiamo i comportanti giusti da tenere, ovvero disponibilità e sacrificio. Siamo consapevoli di cosa stiamo facendo, non ci sono motivi per avere un calo nell’atteggiamento e nella dedizione al lavoro. Anche perché non abbiamo ancora vinto nulla».

In conferenza stampa ha parlato anche Simon Kjaer, leader della difesa: «Sto meglio quando gioco e non sento la stanchezza. Sono contento di aiutare la squadra, ma ancora non abbiamo fatto niente nonostante siamo partiti bene. Da quando sono arrivato siamo cresciuti molto e siamo una squadra che sa fare la fase offensiva e difensiva. Il nostro è stato un percorso fantastico grazie al lavoro del mister e del suo staff. Guardiamo a una partita alla volta e pensiamo a migliorare ancora». E ancora: «Ibra un professionista incredibile e un campione. Grazie alla sua mentalità siamo cresciuti tutti e tutti sentono quello che dà alla squadra. Il futuro? Nel calcio non si sa mai come possono andare le cose, ma ero felice di avere la possibilità di venire al Milan quando a gennaio ho firmato. Io non sono venuto qua per fare vacanza: do il massimo nel mio lavoro ogni giorno per aiutare la squadra. Non ho mai avuto dubbi sulle mie qualità, ma dietro quello che faccio c’è tanto lavoro. Faccio il massimo per dare il massimo. Sono contento di come stanno andando le cose per me, ma la squadra è la cosa più importante».