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Analisi

Dietro è una fortezza, dalla difesa il Milan ha iniziato la scalata

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Il caro vecchio adagio che dice “i campionati si vincono in difesa” trova nelle recenti osservazioni in casa Milan una conferma evidente. Certo, il Milan non ha ancora vinto nulla, otto sfide con vista scudetto sono un muro alto da superare e le insidie dentro l’angolo sono pronte a complicare i piani, ma non è certo un caso che i rossoneri siano lì, abbiamo allungato in vetta nelle recenti settimane e in parallelo subito poco alle spalle del centrocampo. La porta di Mike Maignan è inviolata da quattro partite, Coppa Italia compresa.

Sarebbe banale e ingiusto riconoscere i meriti soltanto alla difesa. Il reparto con Kalulu e Tomori centrali regge molto bene, l’intesa tra i due ricorda quella tra grandi coppie di difensori del passato (Nesta-Stam per citarne una su tutte) ma è la fase difensiva spesso – che coinvolge anche attaccanti e centrocampisti – a essere ben oleata. Pioli insiste sulla fluidità della manovra, sui movimenti giusti, sull’attenzione minima che coinvolge ogni elemento dell’orchestra. Il Milan attacca e difende da gruppo, questa è la forza che l’ha reso più grande di quanto puntassero i pronostici a inizio stagione. Rispetto a un anno fa, i rossoneri in difesa sono migliorati anche a livello numerico: oggi contano sei gol subiti in meno dopo 30 turni di campionato in archivio.