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Analisi

Dybala al Milan: riflessioni dentro un’operazione impossibile

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Precisazione in partenza: non esiste sondaggio, pensiero e men che meno contatto o trattativa sul tema in cui ci stiamo addentrando. Mettiamola così: è un suggerimento covato sui social e come tale va preso e considerato. Paulo Dybala (28 anni) a fine stagione lascerà la Juventus per scrivere un nuovo capitolo della sua carriera. Attaccante, 29 presenze con Madama in stagione in tutte le competizioni, 13 gol segnati e 9 assist serviti ai compagni. Numeri, va detto, importanti e non da tutti. Quale meta raggiungerà in estate, al momento, non è dato saperlo. Si intrecciano ipotesi, ma per ora non c’è ancora nulla di concreto, nessuna pista da seguire o più accesa di altre. In Serie A si parla dell’Inter, ma si sa, appena “radio mercato” intercetta un argentino in cerca di nuova dimora, quella nerazzurra viene naturalmente accostata da osservatori e opinionisti. Giochino semplice, come quando in passato ogni brasiliano di nuova leva o vecchia data finiva matematicamente sui radar di Galliani.

A chi piace Dybala vestito di rossonero? A una parte di tifosi del Milan e oggi soprattutto a quelli. Qualcuno sogna trame, tocchi, giocate, scintille in coppia con Brahim Diaz per un D-D-fantasia là davanti che sulla carta potrebbe anche promettere faville. I contro, tuttavia, di una possibile operazione del bianconero indirizzato verso le coordinate di Carnago non sono pochi. Due in cima alla lista, il primo riguarda l’ingaggio decisamente elevato: oggi lo stipendio di Dybala ammonta a 7,3 milioni di euro netti a stagione e la cifra si traduce al lordo in 13,5 milioni. Cifra esorbitante, lontanissima dalla portata di Casa Milan che alla voce “monte ingaggi” oltre i 4,5 milioni di euro non intende spingersi, e l’unica eccezione riguarda un certo Ibrahimovic.

Punto secondo: la tenuta fisica di Dybala è oggetto di larghi e accesi dibattiti, si dice dalle parti di Torino problema principale che sta minando i rapporti con la Juve e a cascata il suo rinnovo del contratto. Solo nella stagione in corso l’argentino ha saltato 12 partite per guai fisici (problemi muscolari, affaticamenti, fastidi alla coscia e all’anca). Nella stagione 2020/21 ha collezionato addirittura 22 assenze, in gran parte causate dall’infortunio al legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro.

Insomma, se una buona fetta di tifosi rossoneri (secondo un sondaggio condotto da Daily Milan su Instagram) sogna di vederlo in estate correre sui campi di Milanello insieme a Ibra, un’altra cospicua presenza segnala le tante fragilità che l’operazione Dybala potrebbe portarsi dietro. Anche quella strettamente legata al carattere del ragazzo, punteruolo affilato che rischia di far male al gruppo di Pioli. Analisi nel caso da non sottovalutare. Lo spogliatoio del Milan in due anni è riuscito a trovare il suo perfetto equilibrio e i risultati in campo lo confermano, percorso passato anche da qualche frizione poi saggiamente limata dal Club (si vocifera che Rebic e Mandzukic, ad esempio, non andassero proprio d’accordo). Regola, tra le principali, da attuare sul mercato, Dybala o non Dybala: l’equilibrio dello spogliatoio va sempre tutelato.

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