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Analisi

La crescita di Leao, numeri e maturità da aspirante campione

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Quella che ha realizzato domenica contro la Sampdoria a San Siro è la seconda rete decisiva firmata in rossonero in stagione. Per decisiva s’intende fondamentale nella conquista dei tre punti. Da inizio campionato Rafa Leao ha messo a segno in Serie A 7 gol, ma contro Atalanta e Sampdoria, grazie e solo grazie al suo sigillo, il Milan ha conquistato la vittoria finale. Con i blucerchiati ancora più nettamente che contro la Dea a Bergamo a inizio ottobre, quando il Milan s’impose 3-2 con le prime due reti del match firmate Calabria e Tonali.

Oggi Leao è tra gli intoccabili del “progetto Milan”. Era una scommessa da vincere, è un tassello inamovibile dello scacchiere di Pioli. Valeva 20 milioni di euro, ora il suo cartellino ha cifre triplicate: per strapparlo ai rossoneri ne servono almeno 60. La scorsa stagione nello stesso periodo, a metà febbraio, sul ruolino di marcia contava soltanto 2 reti, contro Fiorentina (il Milan perse 3-1) e Cagliari (2-0 dei rossoneri). Oggi sono 7. Un anno fa, a fine stagione furono 6 le firme alla colonna marcature. Rafa è diventato grande, a pieni voti ha superato il suo personale esame di maturità e ha fatto tesoro dei suoi errori, ha lavorato su lacune più o meno grossolane e con determinazione le ha archiviate una dopo l’altra. Ha alzato il livello di concentrazione in partita. Forgiato da Pioli, che in campo non lo ha mai snaturato lanciandolo sempre sulla sua zolla di competenza, motivato da Ibra, che l’ha preso sotto la propria ala protettrice e da fratello maggiore non ha mai fatto mancare rimproveri, consigli e pacche sulle spalle.

E poi c’è Milano, una città a misura di Leao, capace, per un ragazzo della sua età, di offrire l’equilibrio giusto tra quiete e tempesta, caos e serenità. A Milano Rafa ha trovato la sua dimensione, la sua perfetta zona di comfort e ben radicato la propria crescita. I paragoni con i grandi del passato, da Henry a Weah, si sprecano, ma scomodi non sembrano affatto. Non lo toccano, anzi lo caricano. Perché Rafa oltre a essere giocatore di tecnica, qualità da aspirante campione, ha anche carattere, non va in ansia, non sente la pressione, anzi la cavalca, ci danza a colpi di genio. Anche la mentalità oggi è quella da Milan: in settimana è stato premiato da Massara e Maldini per le 100 presenze in maglia rossonera; davanti alla squadra non ha usato parole banali e scontate, ha acceso anzi l’ambizione con tanto di pugno verso la telecamera di Milan TV: «Speriamo insieme di vincere qualcosa di importante quest’anno». Per diventare un campione manca un trofeo, solo quello.

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