Stefano Pioli come il Sommo Poeta Dante Alighieri, il suo Milan finito all’inferno, a febbraio è tornato ad ammirare le stelle.
Nel mezzo del cammin di nostra vita, ci ritrovammo in una selva oscura… Poi la luce, un mese dopo. Non ce ne voglia Dante, che fosse vissuto ai giorni nostri tiferebbe senza dubbio Fiorentina, prossima avversaria del Milan in campionato.
Sembrano passate dieci stagioni e invece… Il Milan fragile di gennaio ha ceduto il passo al Milan solido delle ultime settimane. A febbraio il Diavolo è tornato a ruggire, uscito ferito dal derby con l’Inter ha inanellato cinque vittorie consecutive contro Torino, Tottenham, Monza e Atalanta. Cinque successi, 5 gol realizzati e neanche una rete subita. Un lungo viaggio tra le fiamme dell’inferno e poi fuori dal tunnel, a riveder le stelle.
La prova di domenica contro la formazione di Gian Piero Gasperini ha confermato che il Milan è definitivamente guarito. Nel weekend si sono riviste in campo forza e qualità, i due ingredienti che la scorsa stagione hanno spinto i rossoneri verso la conquista del diciannovesimo scudetto. Pressing, recupero palla immediato e affondo verso la porta avversaria: è un Milan determinato, affidabile, in fiducia. Un Milan pieno, finalmente ritrovato e che ora può sognare (può veramente farlo) i quarti di finale di Champions League.
Milan, “e quindi uscimmo a riveder le stelle”
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Pioli ha cambiato volto alla squadra con coraggio, è entrato nella testa dei giocatori e li ha tranquillizzati. Ha aspettato che il gruppo riprendesse freschezza fisica e nel mentre ha dato nuova forma a un modulo che tanti risultati positivi aveva portato negli ultimi tre anni. In un certo senso, Pioli ha accantonato le proprie certezze. Senza badare alle critiche provenienti dall’esterno, si è messo in cammino alla ricerca di una nuova destinazione tattica e l’ha trovata anche grazie all’innesto esplosivo di Malick Thiaw.
Pioli come Dante ha incontrato il suo Virgilio, la ragione, il simbolo della conoscenza, prima ha navigato nel profondo degli inferi e poi ha ritrovato la luce (irradiata dalla figura di Zlatan Ibrahimovic). Dal 4-2-3-1 Pioli è passato al 3-5-2, poi ha scelto il 3-4-3. Un viaggio pazzesco, una risalita incredibile che il Sommo Poeta più o meno racconterebbe così, prima di passare oltre: “Salimmo sù, el primo e io secondo, tanto ch’i’ vidi de le cose belle che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle”.