Leao affila gli artigli ma non incide. Nel Trofeo Silvio Berlusconi di scena ieri sera a Monza, il portoghese ha mostrato un buon passo ma concretezza quasi nulla. Di certo, ha mandato un chiaro segnale a Stefano Pioli: ha voglia di prendersi il Milan sulle spalle e trascinarlo verso nuovi successi. La dieci lo ha responsabilizzato, oggi Rafa si sente uno dei leader dello spogliatoio.
«Penso sia normale – ha commentato ai microfoni di Sport Mediaset nel post partita -, sono qui a servizio di tutto. Col numero 10 ovvio devo dare di più. L’obiettivo della nostra stagione? La seconda stella. Quest’anno siamo più forti e più compatti, ci siamo rinforzati in tutti i ruoli. C’è soddisfazione, i nuovi hanno alzato il livello e siamo fiduciosi. La società ha fatto un gran lavoro sul mercato».
La partita di Rafa è stata un alto e basso continuo. Dopo dodici minuti ha firmato il primo guizzo in porta dei rossoneri e ha salutato la prima frazione mangiandosi un gol su assist di Reijnders. Il bis, triste, seppur dalle diverse sfumature anche a inizio ripresa. Poteva segnare una doppietta Leao contro il Monza e invece ha chiuso con la colonna marcature ferma a quota zero.
La rissa “abbozzata” con l’ex Inter Gagliardini ha macchiato ancora di più la sua serata nella sostanza da dimenticare: “Rafa non è giocatore da amichevoli – scrive Luigi Garlando questa mattina sulla Gazzetta dello Sport – ma sotto la buccia dell’indolenza, come negli States, le poche volte che ha deciso di strappare, ha lasciato intuire una condizione già da campionato”.




