Milan, la parola d’ordine è “investire”. Cardinale è avvisato: per tornare subito al vertice bisogna rafforzare la rosa, soprattutto in attacco.
Per superare l’Inter e provare a raggiungere Istanbul servivano i gol. Tre per la precisione, due per annullare le reti dell’andata di Mkhitaryan e Dzeko, una terza per mettere la freccia. In una delle serate più amare per il Milan degli ultimi decenni, i rossoneri invece sono riusciti a costruire appena due palle gol, entrambe nel primo tempo con Diaz e Leao. Poi il nulla.
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Il Milan ha invertito il trend dell’andata: la scorsa settimana era partito indebolito, ferito in una manciata di minuti dai cugini anche troppo facilmente, ieri dopo un buon primo tempo a tratti controllato con grinta e desiderio, dal ritorno sul campo superato l’intervallo la squadra si è lentamente spenta. Anche Tonali, portabandiera e leader del gruppo, nei secondi quarantacinque minuti è parso primo di energie, con la spia della riserva accesa.
Milan, devi investire: per risalire servono rinforzi (e la Champions)
Inutile girarci troppo intorno, a questo Milan mancano i gol. Con la partita di ieri sono tre le uscite consecutive senza marcature: l’Inter tra andata e ritorno, in mezzo ai due euroderby lo Spezia sabato pomeriggio al Picco (con i liguri poi vittoriosi 2-0). I numeri dell’attacco di Pioli sono eloquenti, ancor di più se paragonati a quelli del reparto offensivo di Inzaghi.
Inter-Milan, attacchi a confronto: divario troppo marcato
Ibrahimovic in stagione ha prodotto una sola rete, Giroud 12, Leao comanda a 13, Rebic appena 3 squilli, 2 Origi e De Ketelaere non sa ancora cosa significhi segnare con la maglia del Milan. Di contro, la produzione dell’Inter vede nelle riserve un aiuto cruciale: Lukaku, prima scelta di Inzaghi dalla panchina, fin qui in stagione ha firmato 11 gol. Un bottino prezioso che va ad aggiungersi alla mole di reti del duo Lautaro-Dzeko, 35, ben dieci in più della coppia Leao-Giroud.
Milan, investire è la parola d’ordine. Il monito di Maldini
Come uscirne? Spendendo. Prima ancora, provando con tutte le forze a raggiungere la qualificazione alla prossima fase a gironi di Champions League. Confermarsi in Europa offrirebbe al club più potere d’acquisto sul mercato. Ieri sera Maldini è stato fin troppo chiaro: «Bisogna investire». Bisogna farlo soprattutto là davanti, dove le crepe sono maggiormente evidenti.
Attacco del futuro: CDK non basta
Giroud ormai è avanti con l’età, Ibrahimovic a fine stagione saluterà Milanello, Origi difficilmente tornerà il prezioso jolly dei tempi del Liverpool. Il Milan deve rinforzarsi con almeno un paio di attaccanti. De Ketelaere? Giusto aspettarlo – e il Milan lavorerà per valorizzarlo al meglio – ma dopo le delusioni di questi mesi sarebbe un rischio credere troppo nella sua rinascita.
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