Dentro la crisi sempre più profonda del Milan, figlia in parte delle fatiche di alcuni big rossoneri nel Mondiale in Qatar.
Il Milan è distrutto, Pioli lo è di più, ma è convinto che la situazione possa raddrizzarsi. Il tecnico ha trascorso il lunedì di riposo in famiglia ma l’umore è pessimo. I tifosi sui social lo criticano, in molti ne chiedono la testa invocando il ritorno di Rino Gattuso. Tra le accuse rivolte al tecnico emiliano c’è quella di non essere riuscito, insieme al proprio staff di preparatori, a riportare il Milan a ritmo dopo la sosta del campionato per gli impegni della Coppa del Mondo in Qatar.
Pioli ha sempre fatto dell’intensità la sua arma segreta. La richiede in partita, la pretende in allenamento. Chi vive quotidianamente il Milan a Milanello racconta di giocatori stremati al termine delle sedute. Se la condizione atletica cala, tutto quanto attorno rischia di crollare. Ed è quello che è successo nel castello di Pioli, le prime crepe di inizio inverno sono diventate vere e proprie spaccature, oggi preoccupanti voragini.
Milan, tassa Mondiale dietro la crisi rossonera
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Il Mondiale di certo non ha aiutato. I protagonisti in Qatar sono rientrati a Milano a corto di energie, il loro “collasso” fisico è coinciso poi con la pessima condizione atletica del resto del gruppo, netta, marcata, evidente già nelle amichevoli disputate dal Diavolo a dicembre. Nel cocktail, gli infortuni hanno reso tutto ancora più esplosivo. Con il senno di poi, Pioli ha sbagliato a gettare subito nella mischia Giroud e Theo Hernandez alla ripresa del campionato, il 4 gennaio a Salerno. Anche Leao paga le energie spese in Qatar: Rafa oggi è un lontano parente del giocatore reattivo, rapido, imprevedibile spesso ammirato la scorsa stagione.
I due francesi, reduci dalla finale di Doha, da un mese sono stanchi, acciaccati e avviliti. Andavano recuperati con pazienza, ma la fretta di lasciarsi alle spalle – anche – una preparazione da incubo (dopo il ko di Eindhoven il tecnico aveva addirittura richiamato i suoi all’ordine) ha generato un problema ancora più grosso. Ora il Milan è sesto in classifica, perde con tutti, è demotivato e a pezzi. Ma il tecnico, distrutto, è convinto – dicono – di poterlo rianimare.




