La partita tra Milan e Fiorentina è stata un’altra prova tangibile di quanto le critiche mosse contro Pioli riguardo il suo essere testardo su alcuni concetti di gioco siano basate pressocché sul nulla. Contro i viola, infatti, il Mister ha totalmente ribaltato quella che fino a due settimane fa era stata la principale costante tattica del gioco del Milan: il movimento dei terzini ad accentrarsi verso il centro del campo in fase di possesso.

Affrontare squadre diverse vuol dire avere a che fare contro meccanismi e concetti difensivi diversi. La Fiorentina, diversamente da molte squadre precedentemente affrontate, gioca molto a uomo a tutto campo (un po’ come il Milan). Come ha affrontato questo aspetto Pioli? Ha chiesto a Pulisic e Chukwueze di entrare molto dentro al campo in fase di possesso, andando praticamente ad affiancare Jovic. Questi movimenti venivano seguiti dai diretti marcatori viola che, a quel punto, lasciavano scoperte le fasce (soprattutto quella di Biraghi). Calabria poteva così attaccare la profondità sull’esterno, anche perché il Milan gode di un regista aggiunto: Mike Maignan (MVP della partita).
Paradossalmente, bisogna sottolineare che l’occasione del rigore del Milan è avvenuta grazie a un taglio centrale di Theo (differentemente da quanto detto precedentemente). La spiegazione a questo è che Pioli ha sempre chiesto ai proprio ragazzi flessibilità tattica nell’attaccare gli spazi avversari. Quindi perché Theo si trovava lì? Perché ha avuto la lucidità mentale di capire che fino a quel momento, differentemente da quanto accadeva a Calabria a destra, aveva avuto difficoltà a trovare spazi e profondità giocando largo e che, in quello specifico caso, la Fiorentina aveva un buco centrale che andava attaccato.