Non è stato un anno facile per i tifosi del Milan. Il campo spesso ha deluso, soprattutto in campionato, e la semifinale di Champions persa contro l’Inter non ha lasciato belle sensazioni, sebbene il traguardo raggiunto in Europa sia stato quasi clamoroso. Un anno calcistico molto particolare, che si è chiuso con l’addio di Paolo Maldini e Massara, e con la riconferma di Pioli, che da oggi avrà un ruolo di primo piano nelle scelte del mercato. L’estate Milan
L’addio di Paolo Maldini: un licenziamento che brucia
I tifosi, giustamente, hanno reagito malissimo al licenziamento in tronco di Paolo Maldini: una scelta, voluta da Gerry Cardinale, che ha spiazzato un po’ tutti, giocatori compresi. Da Maignan fino ad arrivare ad Hernandez e Leao, in tanti hanno comunicato il proprio dispiacere attraverso i social network, testimoniando una vicinanza ed un affetto nei confronti della bandiera rossonera davvero commovente.
Cardinale, però, ha deciso di voltare pagina e lo ha fatto seguendo una strategia ben definita. Ad un anno esatto dall’acquisto del Milan, Redbird ora desidera dare la propria impronta, soprattutto per quel che riguarda la linea strategica da seguire: investimenti sui giovani, valorizzazione dei calciatori e autofinanziamento tramite le cessioni, per ricavare quelle plusvalenze necessarie per fare mercato in autonomia e per raggiungere il pareggio di bilancio.
Dalla classifica al mercato: dove ha fallito Maldini?
La classifica Milan, che può essere consultata anche sui principali siti di betting, non è stata giudicata positiva. Nonostante il quarto posto e la qualificazione alla prossima Champions League, sebbene sia arrivata per merito della penalizzazione della Juventus, Maldini paga soprattutto il mercato deficitario della scorsa estate. De Ketelaere, per il quale è stato investito oltre il 70% del budget (37 milioni di euro), ha deluso tutti, rivelandosi uno dei flop più clamorosi degli ultimi anni in maglia rossonera. L’estate Milan
L’unico acquisto che ha saputo valorizzarsi è stato il difensore Thiaw: troppo poco per giustificare l’operato di Maldini sul mercato. Inoltre, le voci di corridoio sussurrano di un rapporto oramai alla frutta del dirigente rossonero con l’allenatore Pioli, con la volontà di Maldini di esonerarlo e di sostituirlo con Andrea Pirlo. Si parla, ovviamente, di semplici voci non confermate, ma che danno comunque la sensazione di un ambiente non propriamente felice e in sintonia.
Allora, dove ha fallito Maldini? Già detto del mercato, pare che il licenziamento sia dovuto ad una visione opposta delle strategie del Milan del futuro. La bandiera milanista avrebbe voluto un mix di giovani e giocatori con esperienza, con l’obiettivo di competere sia in Champions che in Serie A, dunque un aumento del budget da destinare al mercato. I soldi, però, non ci sono: non c’è lo stadio di proprietà, e mancano all’appello i milioni persi per le mancate cessioni di Donnarumma e di Kessie, andati via a parametro zero.
Al netto di tutto, è giusto che le strade si separino, soprattutto perché la visione del futuro è diversa. Ma l’assenza di Maldini peserà parecchio: viene a mancare il collante con squadra e tifosi, e ciò avrà una forte ripercussione il prossimo anno.