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Analisi

Zaniolo, c’è chi dice no

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Quando, nel favoloso Luna Park della Serie A, si ferma la giostra del campionato, ne parte immediatamente, rapida e senza freni, un’altra: quella del calciomercato. E nel vorticoso turbinio di voci, rumors e trattative più o meno realistiche, come dei bambini, rimaniamo meravigliati e rapiti dai colori e dalle luci dei grandi nomi che, altisonanti vengono urlati al megafono dagli imbonitori di piazza, spesso venditori di illusioni, che giocano con i cuori dei tifosi.

Quelli milanisti, in questi giorni, sono ingolositi dal pensiero di vedere in rossonero Nicolò Zaniolo: per i pochi che non lo conoscono, ventitré anni a luglio, un mancino un po’ trequartista e seconda punta, molto ala destra, che nel 2018 passò alla Roma dall’Inter nell’ambito della operazione Nainggolan. Nell’ultima stagione, due gol e cinque assist in 28 apparizioni con i giallorossi: un profilo giovane, nel giro della nazionale, che conosce la Serie A e gioca già da veterano, e che andrebbe a coprire una zona del campo che, sia gli addetti ai lavori sia i tifosi, indicano come necessariamente “da rafforzare” nella formazione Campione d’Italia.

Ovviamente, come in ogni trattativa di mercato, l’opinione dei supporters si divide a metà, tra chi elenca tutti gli aspetti positivi di un suo eventuale approdo a Milanello, e chi proverbialmente afferma che “non è tutto oro quello che luccica“. Concentriamoci proprio su questi ultimi.

Il crociato sinistro, ma non solo

Il primo pensiero del tifoso milanista va alla cartella clinica: prima gennaio 2020, poi settembre 2020. Entrambe le volte rottura del legamento crociato, per un totale di quasi 450 giorni di stop che, memori anche di altri infortuni simili (uno su tutti, quello di Redondo) non lasciano tranquilli, soprattutto per la tipologia di giocatore del quale stiamo parlando: intenso, esplosivo, rapido di gambe, che gioca molto sui cambi di direzione. Se poi diamo una occhiata alla intera stagione 2021/22, sono ben undici le partite saltate da Zaniolo con la maglia della Roma per vari acciacchi.

Il peso dei cartellini

Una seconda analisi da fare riguarda il temperamento del ragazzo: fuori dal campo il ragazzo spesso si lascia andare a qualche atteggiamento sopra le righe, mentre in campo le statistiche parlano di 10 cartellini gialli e 2 espulsioni (una per doppia ammonizione) solo nell’ultima stagione. Se pensiamo che tutta la rosa del Milan di rossi ne ha presi in totale 3 in queste 38 partite, una riflessione nasce spontanea: in caso di un suo arrivo, riuscirà mister Pioli, come in altre occasioni, a limarne il carattere e a frenarne l’esuberanza?

Amore mio, quanto mi costi

Il terzo pensiero, quasi automatico, va alle richieste della dirigenza giallorossa per il suo cartellino: si leggono cifre che oscillano tra i 50 e i 65 milioni di euro, senza contropartite. Un esborso importante da valutare con attenzione, sia alla luce dei punti sopra esposti, sia per l’impatto che avrebbe sulla campagna acquisti, che inevitabilmente verrebbe ridotta all’osso per altre eventuali trattative. Senza dimenticare la politica di mercato finora attuata dalla Società rossonera, che anche con il cambio di proprietà punta alla sostenibilità come dichiarato in più occasioni dal “signor Red Bird”, Gerry Cardinale.

Il primo luglio, data di inizio ufficiale del calciomercato, non è così lontano: mettiamoci in fila, acquistiamo il biglietto e godiamoci il giro su questa pazza giostra, con una sola parola d’ordine: fiducia nella Società. Sempre.

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