Se Stefano Pioli a fine stagione verrà esonerato (in caso di fallimento totale), è molto probabile che il club punti su un profilo di esperienza. Circola già un nome…
Stefano Pioli rimane saldo sulla panchina del Milan, discorso che potremmo concludere qui. Però, c’è un però. In caso di fallimento totale, tra sei mesi è molto probabile che a Milanello vada in scena una nuova rivoluzione, in panchina per cominciare. Le voci si rincorrono tra i più attenti addetti ai lavori, il sentore – ma ovviamente ci auguriamo di sbagliare – è che in casa Milan qualcosa si stia lentamente incrinando. Con Leao, ad esempio, il giocatore di punta della squadra, il rapporto si è congelato in poche settimane, tanto che il rinnovo del contratto oggi non è più una questione di tempo e dettagli.
Pioli esonerato solo se il Milan non andrà in Champions
In attesa di rivedere il Milan dello scudetto, in attesa che già il derby di domenica aggiunga qualcosa di positivo alla situazione drammatica – sportivamente parlando – delle ultime settimane, sui media si rincorrono le prime voci circa il papabile sostituto di Pioli, in caso di debacle irrimediabile a fine campionato (tradotto: mancata qualificazione in Champions League).
Ieri si è parlato di Raffaele Palladino, tecnico del Monza, profilo sponsorizzato da Adriano Galliani ma inesperto secondo i più per gestire un grande club come il Milan. Più probabile – sostengono altri opinioni – che qualora si scelga la via del cambiamento i rossoneri puntino su un allenatore dal vissuto più importante, un vincente.
Milan, nuova voce per il dopo Pioli: Luis Enrique
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Circola il nome di Luis Enrique, ex ct della Spagna, sollevato dall’incarico di selezionatore della nazionale a dicembre dopo la delusione del Mondiale in Qatar e un lavoro di quattro stagioni. Luis Enrique in carriera ha allenato la Roma, il Celta Vigo e il Barcellona. Nel palmares personale, da allenatore, conta due conquiste del campionato spagnolo, una Champions League (con il Barça nella stagione 2014/2015), tre coppe di Spagna, una Supercoppa UEFA, una supercoppa nazionale e la Fifa World Cup del 2015, anno magico per lui. Dopo aver sollevato al cielo tutto quello che poteva sollevare, nel 2015 si è cucito sulla giacca quattro titoli di allenatore dell’anno.




