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Analisi

Milan, c’è bisogno di Ibra. Ma Zlatan dov’è?

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Quando rientra Ibrahimovic?

Il Milan ha bisogno del carisma di Ibra per risollevarsi e salvare la stagione. Ma il campione svedese ultimamente è più influencer sui social che calciatore.

Momento caldo, momento complicato, delicatissimo. Il Milan in una settimana o poco più si è giocato due dei tre obiettivi della stagione (la Champions fuori dal conteggio per ovvie ragioni) e ha compromesso seriamente anche il sogno di bissare il successo in campionato dello scorso maggio. Nove punti dal Napoli sono troppi da recuperare, serve un Milan perfetto e praticamente imbattibile oltre che sperare in un harakiri degli uomini di Spalletti (molto improbabile).

Per rinascere, per risollevare la testa, per salvare una stagione deviata purtroppo dai recenti avvenimenti servono forza e unione. Serve la qualità ma anche il carattere, e se per la prima caratteristica ogni giocatore deve uscirne da solo, per la seconda servono i leader dello spogliatoio, i senatori, i condottieri da prima linea. Ibrahimovic a Milanello è il generale, e se il generale si fa sentire gli altri lo seguono a ruota.

Si vocifera – e i fatti estrapolati dalle pubblicazioni sui social un po’ lo confermano – che Zlatan abbia delicatamente abbassato il livello di guardia. Meno generale, più sergente ma non di ferro. Conosce il proprio valore, sa quanto peso ha oltre i muri di Milanello ma ultimamente si è fatto sentire poco. Ha forse meno stimoli il campione svedese? Sicuramente, come è certo che il recupero dall’operazione al ginocchio lo abbia messo un po’ al margine della squadra. Però, l’Ibra che parla, che rimprovera, che scuote i compagni, quello non ha scuse da giocarsi.

Milan, c’è bisogno di Ibra. Ma Zlatan dov’è?

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Nel momento più delicato per il Milan (quando Pioli ha richiamato all’ordine i suoi, dopo il ko di Eindhoven), Zlatan ha preferito mostrarsi da turista sulle spiagge di Miami invece di restare vicino al gruppo. Questo ha pesato. Era dato per partente per Riad, obiettivo sostenere da vicino i compagni nella finale di Supercoppa contro l’Inter ma ha preferito all’ultimo rimanere a Milano. Scelte. Di sicuro lo spogliatoio ne ha risentito. Da martedì il Milan deve assolutamente riprendere a correre soprattutto con la testa. C’è bisogno dei soldati, dei sergenti di ferro e dei generali. C’è bisogno della voce e dello sguardo di Ibra, oggi più che mai.

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