Da quando Ibra è tornato a vivere Milanello è tutto un altro Milan. Ora il club vuole tenerselo stretto, campo non campo anche in futuro.
Ha scherzato insieme ai cronisti giovedì sera sul Red Carpet di Fondazione Milan: «Arrivato io e arrivata la luce? Arriva ancora di più». Anche a titoli e battute Ibra è insuperabile. L’ultima è finita in archivio domenica sera nel post partita di Milan-Atalanta: «Se sto bene sono ancora il più forte» ha detto.
Una manciata di minuti contro la formazione di Gian Piero Gasperini gli è bastata per prendere di nuovo confidenza con il clima partita, i ritmi e le tensioni. È tornato a giocare dopo oltre nove mesi di stop e nel primo test ha retto alla grande: «Mi sono sentito libero» ha spiegato a fine gara. Sabato sera a Firenze potrebbe giocare mezz’ora nel secondo tempo, deciderà Pioli ovviamente.
Milan, Ibra e la luce fuori dal tunnel
LEGGI ANCHE Milan, Mbappé fa sognare i tifosi rossoneri
Dal rientro in campo per il momento Zlatan non ha lasciato il segno, ma indirettamente è stato prezioso nella rinascita del Milan dopo il crollo verticale di gennaio. Ha acceso la luce in fondo al tunnel. È tornato a vivere l’erba di Carnago, l’attesa delle partite, gli allenamenti con i compagni e da capo popolo ha lavorato su morale e concentrazione del gruppo. Le partitelle delle ultime settimane hanno un’altra vivacità, e non è un caso che da quando è tornato a sedersi in panchina alle spalle di Pioli in campo si veda un’altra applicazione.
Ibra sposta, Ibra incide anche se non gioca. A volte gli basta uno sguardo o una parola ben calibrata per spronare un compagno. Sembra quasi che muova il Milan come se lo stesse facendo davanti alla tv, con un joystick tra le mani. È il potere dei grandi campioni. Ecco perché – campo o non campo – tra presente e futuro il Milan vuole tenerselo stretto.




