Cari colleghi, milanisti e non, giornalisti e opinionisti, forse dovevamo capire prima che Pioli voleva esonerare Maldini. È questo che si dice. La riflessione del direttore di Daily Milan, Luca Rosia: quei segnali in effetti erano evidenti…
Maldini voleva Andrea Pirlo al posto di Stefano Pioli, Maldini voleva Maurizio Sarri se il tecnico emiliano nel 2021 non fosse riuscito a conquistare il pass verso la fase a gironi di Champions League. Voci, pettegolezzi, rumors dettagliati gli uni, un po’ troppo vaghi gli altri si rincorrono da ore. Maldini e Pioli, si dice, non andassero così d’accordo come le immagini di Milan TV invece raccontavano ogni giorno, riprendendo le sedute di allenamento alle quali il direttore tecnico con Massara non faceva mai mancare la propria presenza.
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La quiete (forse) dopo la tempesta
Tanti punti interrogativi, troppi, piovono dopo la burrascosa tempesta che ha investito il pianeta rossonero a inizio settimana. Su Casa Milan il cielo – assicurano Giorgio Furlani (ieri su Gazzetta) e Paolo Scaroni (oggi sul Corriere della Sera) tornerà sereno. Lo è già, dicono. Le nuvole all’orizzonte però sono nerissime, i fulmini del passato ancora ben visibili, nelle ultime notizie di mercato soprattutto. Lì il rumore è frastornate. Sembra che il Milan ora voglia cedere Charles De Ketelaere e Yacine Adli, una scelta che fa discutere quanto pensare.
Non è che poi sotto sotto, quelle voci di Stefano Pioli che non andava così d’accordo con Paolo Maldini sono vere? Prendiamo il belga, ad esempio: arrivato in pompa magna la scorsa estate dietro un bonifico da 32 milioni di euro, non ha mai dimostrato in campo il suo valore, si dice, anche perché Pioli, che avrebbe dovuto valorizzarlo, non si è mai del tutto fidato.
Milan, fateci capire: Pioli era contro Maldini? Quei segnali lo confermano…
Milan, attriti Pioli-Maldini? Il caso Adli
Su Adli, la motivazione di una sua imminente cessione è ancora più clamorosa: le caratteristiche tecniche del francese – scrive La Gazzetta dello Sport questa mattina in edicola – non collimano con l’idea dell’allenatore. E allora viene da chiedersi: perché mai in estate il buon Yacine, milanista vero, è stato prelevato dal Bordeaux (lì era in prestito) riportato a Milanello e soprattutto confermato nel nuovo Milan? Lo voleva solo Maldini? Non è che Pioli si era opposto? Dettaglio a margine: il francese è stato il primo dei rossoneri a esternare sui social – nelle storie su Instagram – il proprio malumore per l’allontanamento di Paolo, pubblicando una foto dell’ex capitano durante la premiazione agli ultimi Golden Boy come “miglior manager dell’anno”. Come mai? Solo un caso? Domande lecite alle quali, forse, qualcuno un giorno darà una risposta, o quantomeno una logica versione dei fatti.
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Idee opposte fin dall’estate?
Di certo, dentro questo chicchiericcio intenso e prolungato sul rapporto traballante tra Paolo Maldini e Stefano Pioli qualcosa di vero c’è. Tant’è, altro spunto di riflessione, molti degli arrivi firmati dall’ex capitano la scorsa estate non sono praticamente mai stati utilizzati in campo da Pioli: Dest, Vrankcx ad esempio, insieme contano appena 560′ di presenza in campionato. Se fosse confermata, la spaccatura interna tra allenatore e direttore tecnico andava “stuccata” il prima possibile per il bene soprattutto del Milan.
La proprietà investe e ha tutto il diritto di mettere in plancia di comando gli uomini che meglio reputa adatti. Casomai, si discute il come Maldini sia stato allontanato dal Milan, ma questa è tutta un’altra storia (che abbiamo già ampiamente approfondito qui, raccontandovi la nostra opinione). Maldini voleva esonerare Pioli, alla fine è successo l’esatto contrario: Pioli ha esonerato Maldini. Almeno, così dicono.
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